DIVERSI PROCESSI DI INVECCHIAMENTO ED IL RISCHIO DI ISOLAMENTO SOCIALE

Sebbene ogni persona invecchi a modo suo, ciascuna fase della vecchiaia può avvenire in due modi: naturalmente, ovvero fisiologicamente, e patologicamente. In cosa consiste ciascuna forma? In questo caso, i processi degenerativi o le malattie non impediscono alla persona di adattarsi al proprio ambiente. Questi cambiamenti fanno parte della sua naturale evoluzione. Pertanto, la persona invecchia in modo “positivo”, nonostante i cambiamenti inevitabili. In breve: si adatta poco per volta alla nuova realtà. Al contrario, l’invecchiamento patologico si verifica quando i processi degenerativi e le malattie rendono difficile per la persona adattarsi al proprio ambiente. Compaiono anche malattie più gravi e invalidanti. Alcune persone affrontano meglio di altre l’età avanzata, e ciò dipende da diversi fattori: supporto sociale, personalità, risorse personali, risorse sociali, presenza o assenza di disturbi psicologici. Tra questi disturbi a livello psicologico, come abbiamo già avuto modo di evidenziare in altri approfondimenti parliamo senza dubbio di depressione, senso di ansia e di abbandono e rischio concreto di isolamento sociale. Se vogliamo l’isolamento sociale inizia nella fase che precede la vecchiaia vera e propria con quella che in psicologia viene definita la “sindrome dei nido vuoto” ovvero quando i figli diventano adulti ed indipendenti, prendono la loro strada “spiccando” il volo, decidendo di vivere altrove, come è normale che sia, la loro esistenza formando a loro volta una nuova famiglia. A questo primo senso di vuoto gli anziani aggiungono poi un altro importante senso di abbandono nel caso della perdita di un coniuge o di una/un compagna/o di vita. Ad un certo grado di tristezza e prostrazione croniche si aggiunge la depressione che, lo ricordiamo, non è semplicemente uno stato d’animo transitorio ma una vera e propria malattia. Quando un paziente entra in una Rsa cambia ancora ambiente e modalità di vita e questo se per alcuni può essere visto come mezzo positivo per uscire dal proprio cronico isolamento, per altri può essere motivo di ulteriore chiusura in sé stessi con tendenza all’isolamento sociale. L’isolamento sociale può incidere notevolmente sulla qualità della vita e oltre a condizionare gli aspetti della vita di relazione, può compromettere le attività quotidiane e il soddisfacimento delle principali necessità.  In tal senso la stimolazione cognitiva e la partecipazione in gruppo fornisce i risultati migliori in termini di miglioramento del rendimento cognitivo globale e riduce la percezione soggettiva del deficit, comportando altre benefiche ripercussioni su aspetti della vita relazionale.

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