Far accettare al paziente anziano la sua condizione di fragilità

La vecchiaia appare come l’età in cui aumentano le probabilità di ammalarsi, anche di più patologie contemporaneamente (il termine scientifico usato in questi casi è comorbilità) esse sono la conseguenza delle condizioni di fragilità che distinguono la persona che invecchia e della riduzione delle sue difese immunitarie. Esistono anche le patologie correlate con l’età, dove cioè è proprio lo stato di vecchiaia a generare la malattia. In un certo senso tutte le malattie sono correlate con l’età, ma non tutte hanno con questa un rapporto di causa effetto. La dimensione biologica e fisica dell’invecchiamento è la più facilmente percepibile a livello soggettivo, essa quindi ha un grande peso nel determinare l’inizio della vecchiaia. Ad essa vanno imputate anche una buona parte delle ragioni che generano la paura di invecchiare, che è paura di ammalarsi, di perdere l’autonomia, di morire. Oltre al dato percepito della salute fisica, non sono da sottovalutare anche una vecchiaia percepita e una vecchiaia attribuita. La vecchiaia quindi inizia anche quando un individuo si sente, si percepisce vecchio, sulla base delle proprie caratteristiche di personalità, ma anche in relazione al contesto in cui vive. Ancora una volta l’età anagrafica gioca un ruolo secondario nel sostenere la percezione soggettiva nel sentirsi vecchi o vecchie. Dal punto di vista soggettivo la vecchiaia può anche essere negata. Tuttavia non si tratta di una negazione in senso assoluto, tant’è vero che le persone che non si sentono vecchie non hanno difficoltà a riconoscere vecchie altre persone della loro stessa età o addirittura più giovani. Il ruolo della confortevolezza e del far sentire a proprio agio una persona avanti con gli anni a tal proposito gioca un ruolo assolutamente fondamentale in una Rsa come la nostra. Il team socio educativo, assistenziale e sanitario nell’approccio con il paziente oltre naturalmente a mantenere la necessaria e dovuta professionalità, deve attivare una modalità di grande “confort” che significa far sentire l’ospite al massimo del proprio agio. In questo modo la percezione più o meno consapevole della sua condizione di fragilità, che comunque è lo accompagnerà nel suo ultimo percorso di vita, avrà un rilevantissimo rinforzo proprio rappresentato dal team di professionisti che dimostrano non solo meccanicamente ma anche umanamente di essere solerti nel prendersi cura dei suoi bisogni.

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