
Sappiamo che quando un anziano è colpito da una forma di demenza si caratterizza per la graduale perdita dell’orientamento e delle facoltà cognitive e di pensiero razionale. I figli o i caregiver, ovvero tutti coloro che si prendono cura del paziente specialmente nelle fasi iniziali della malattia faticano ad accettare la nuova condizione di salute di una persona che hanno sempre visto con occhi diversi. Questo è uno dei casi in cui diventa molto complicato accudire il paziente a livello domiciliare . Per questo motivo il Servizio sanitario nazionale garantisce alle persone non autosufficienti, affette da malattie croniche o in condizioni di fragilità, che non hanno la possibilità di curarsi a domicilio, l’opportunità di essere ospitate in strutture residenziali extra ospedaliere che offrano loro tutta l’assistenza di cui hanno bisogno. Come si fa ad accedere ad una Rsa come la nostra? Le Asl (Ambiti sanitari locali) o Ats (Ambiti territoriali sanitari) di residenza, su richiesta del medico di medicina generale (quello che comunemente viene chiamato medico di base) e previa una valutazione complessiva delle condizioni fisiche, psichiche e sociali da parte della UVM (unità di valutazione multidimensionale) che lavora all’interno della Rsa, autorizza il ricovero in una struttura residenziale che possa garantire un’assistenza adeguata (medica, infermieristica, educativa, riabilitativa e assistenziale) rispetto alle necessità dell’assistito e la fornitura di tutti i presidi e gli ausili necessari (farmaci, pannoloni, medicazioni, ecc.). «Le strutture residenziali possono garantire livelli diversi di intensità assistenziale e, quindi, ospitare persone con problemi sanitari di diversa complessità: in alcuni casi, vengono ricoverate persone in condizioni molto critiche, che hanno bisogno di supporto alle funzioni vitali (respiratore, nutrizione artificiale, ecc.) o che si trovano in stato di coma o di responsività limitata e le strutture garantiscono la presenza di specialisti adeguati, di infermieri h24, ecc.; in altri casi, può trattarsi di persone in condizioni di salute discrete, cui è sufficiente la visita periodica del medico di medicina generale, la somministrazione di farmaci, l’assistenza di operatori socio-sanitari e la vigilanza notturna. Vi sono, poi, situazioni intermedie e situazioni che evolvono da una minore a una maggiore gravità o viceversa che migliorano nel corso del tempo» (Fonte salute.gov.it) . Le strutture in questione vengono individuate con nomi o sigle diverse da regione a regione e può capitare che la stessa sigla (ad esempio RSA Residenza sanitaria assistenziale o RA Residenza assistenziale) abbia un significato diverso in Regioni diverse.