
Nella cura di un anziano affetto da demenza quando accogliamo un nuovo ospite in Rsa con queste problematiche non dobbiamo mai dimenticare, che oltre a lui accogliamo una intera famiglia che sta affrontando un percorso particolare e molte volte con risorse a livello mentale e psicologiche ridotte per affrontare ed accettare il cambiamento del proprio congiunto. A questo punto tutto il team di lavoro deve porsi delle domande prima di programmare un intervento vero e proprio sul nuovo ospite. La sua famiglia può essere aiutata? Quali possono essere le modalità più adeguate? In che maniera sta vivendo la famiglia quella malattia? E soprattutto, quali possono essere le modalità di intervento più adeguate? Sono interrogativi che tutto il team di lavoro, ogni figura professionale, deve porsi. Con la stessa cura ed impegno con cui ci prenderemmo cura di un nostro familiare, amico, conoscente, così dobbiamo avviare un percorso nell’ambito del quale è necessario coinvolgere anche le famiglie. Si vuole creare quella che in gergo tecnico viene definita “alleanza” tra équipe sanitaria, direzione generale e la famiglia. «Comprendere o almeno di tentare di conoscere a che livello una famiglia si trova o ha sperimentato le diverse fasi vitali nel momento in cui sta affrontando l’esperienza di un proprio congiunto con demenza, credo rappresenti un utile strumento per sostenere meglio la famiglia stessa» (Fonte Anita Avoncelli, manuale per operatori sulla relazione. Maggioli editore) Alleanza, naturalmente non significa assecondare a prescindere qualsiasi indicazione o (peggio) richieste che arrivano dai familiari dell’ospite. Una volta inquadrato il grado di comprensione e di sincero interesse del familiare nei confronti del proprio genitore o parente, affinché il suo benessere sia al centro di tutto l’alleanza sta nel chiedere da parte del gruppo di lavoro quali erano le situazioni, gli hobby, le abitudini che generavano benessere nel paziente prima dell’insorgere della patologia. Nei casi in cui i familiari scambiano la mano tesa per una collaborazione in una possibilità di entrare a gamba tesa sulle dinamiche lavorative di tutto il gruppo è molto importante comportarsi sempre con la massima professionalità, invitando i soggetti ingerenti a rivolgersi alla direzione generale che deve essere l’unica fonte di informazioni e/o di spiegazioni su tutto ciò che accade in una Rsa. La professionalità di tutto il team di lavoro impone di non delegittimare, ma anzi di consolidare la posizione di chi nell’organizzazione del lavoro ha precisi compiti e responsabilità. In tutto ciò va sempre considerato che la legge sulla privacy non permette a qualsiasi componente del team di lavoro di divulgare informazioni specifiche su come si svolge la vita dell’ospite in Rsa, specialmente tutto ciò che attiene alla sua salute.