
Uno dei fenomeni più ricorrenti negli anziani affetti da decadimento cognitivo e di conseguenza dall’insorgenza delle demenze è quello indicato dai geriatri come sindrome del tramonto o sindrome del sole calante (sun down syndrome). «Si manifesta con reazioni improvvise e imprevedibili e colpisce le persone affette da demenza. Si stima che ne soffra infatti circa il 10% degli anziani e l’80% delle persone colpite dalla malattia di Alzheimer. In queste persone la scomparsa degli ultimi raggi di sole coincide con l’alterarsi di attività cognitive come percezione e memoria. La sua manifestazione è abbastanza variegata e si presenta con la comparsa di uno stato confusionale, l’incapacità di mantenere l’attenzione, la disorganizzazione del pensiero e del discorso, inversioni dei ritmi di sonno e veglia, deliri ed allucinazioni. È una manifestazione che sembra essere in continuo aumento ma non così nuova in quanto gli effetti del calar del sole furono già descritti da Ippocrate nella teoria degli “umori” e nei quattro elementi che possono influenzare la salute dell’uomo» (fonte Anzianivita 2014). Il tramonto coincide spesso con comportamenti aggressivi, a volte verbali ma, in alcuni casi, accompagnati da reazioni di violenza fisica. La loro manifestazione compare nel tardo pomeriggio andando via via ad aumentare durante la sera e la notte. Sembra sempre più evidente che vi sia anche una correlazione con le stagioni, ad esempio durante l’inverno e che, nelle persone affette da demenza di Alzheimer, possano alterarsi i meccanismi che regolano la temperatura nell’organismo. Sicuramente la poca luce e gli ambienti poco illuminati possono influenzare pesantemente la comparsa di questa sindrome. Anche cambi repentini di ambiente, come ad esempio un ricovero in ospedale o l’istituzionalizzazione, possono agire negativamente. I pazienti perdono i loro punti di riferimento, si ritrovano in un ambiente a loro sconosciuto e ostile che pare possa scatenare aggressività. Le stesse manovre assistenziali, i rumori notturni e i risvegli obbligati sono molto spesso causa di deliri e confusione. Le modifiche ambientali possono aiutare, in particolare con un sistema di illuminazione adeguato evitando zone d’ombra. Come fare per ridurre gli effetti della sindrome del tramonto con terapie non farmacologiche? Gli esperti consigliano di evitare le richieste: specie durante le ore serali evitiamo di impegnare il paziente in attività o di formulare richieste pressanti e complicate. L’ideale è proporgli delle situazioni tranquille in cui si possa rilassare come, per esempio, ascoltare musica, visti gli effetti benefici descritti anche in letteratura ella musicoterapia. Ridurre al minimo gli stimoli considerando le difficoltà a concentrare l’attenzione; aumentare l’illuminazione, come precedentemente descritto, evitando eccessive zone d’ombra; proporre interventi di attività fisica; evitare riposi pomeridiani prolungati coinvolgendolo in attività semplici ma che possono impegnare la persona; curare l’alimentazione ed utilizzare bevande calde e rilassanti, evitando, ad esempio, alcol, tè e caffè; curare il tono della voce evitando a noi stessi di essere troppo impositivi ed aggressivi; non avere fretta; utilizzare il linguaggio non verbale del corpo; garantire la sicurezza fisica ed ambientale.