
Gli anziani vengono spesso spinti e confinati in identità residuali dal confronto generazionale ma soprattutto dalla privazione di identità “al presente”: diventano con amarezza “quello che resta di una vita”, della loro vita trascorsa, perdendo così motivazioni e soprattutto riconoscimento. Da tutto ciò possiamo dedurre quanto sia importante l’animazione sociale dedicata ai pazienti anziani specialmente in una Rsa come la nostra. L’importanza dell’animazione è legata a un suo significato irrinunciabile: l’animazione è creazione e godimento di momenti di vita privilegiati, nei quali l’aspetto ludico-ricreativo concorre a determinare nei partecipanti una stabile ricaduta in termini di motivazione e in generale di benessere psicologico. Citando Donald Winnicott tra i maggiori esponenti della scuola psicoanalitica inglese «l’animazione può essere interpretata anche come una sorta di “esperienza transizionale”, fluttuante tra desiderio ed effettività, a metà strada, cioè tra l’esperienza del mondo basata sull’esame di realtà e su parametri oggettivi e l’esperienza soggettiva e intimistica dei propri sentimenti e delle proprie fantasie». L’esperienza transizionale ha le sue radici nella capacità di gioco del bambino; in forma adulta si esprime come capacità di giocare con le proprie fantasie e idee, e con le possibilità del mondo, in una maniera che di continuo apre le porte al sorprendente, all’originale, al nuovo. Winnicot aggiunge che «nell’esperienza transizionale manteniamo libero l’accesso alla nostra “miniera” più privata di pensieri e di immagini senza sentircene responsabili alla chiara e dura luce della realtà obiettiva. L’attività di animazione nasce dai desideri e dai bisogni soggettivi dei partecipanti ma appartiene ad una riconosciuta realtà quotidiana e ad un contesto fisico e sociale dai contorni oggettivi ben definiti. L’animazione come esperienza transizionale risulta quindi un mezzo utile all’anziano per riappropriarsi degli aspetti caratteristici sia della dimensione inter-soggettiva del “mondo della vita” sia della riscoperta del regno dell’immaginario e della creatività ; aspetti che, come abbiamo detto in precedenza, possono attribuirgli in quanto anziano una peculiare identità consentendogli di esplicare in modo originale ed efficace quelle potenzialità altrimenti frustrate se restano collegate a un’espressione di sé socialmente non più richiesta e richiedibile. Ricordiamoci che non si ritorna bambini nel momento in cui si riscopre la capacità di giocare; tuttavia si migliora come adulti e, come anziani, si ha la possibilità di inaugurare un diverso atteggiamento nei confronti della vita, quella di tutti i giorni, esercitando una modalità più stimolante per agire, per pensare e per comprendere.