L’invecchiamento e la vicinanza ai pazienti anziani

L’invecchiamento comporta modificazioni dell’assetto cognitivo e psicologico della persona, anche se questa distinzione è piuttosto artificiosa e mai netta. Il progressivo declino delle funzioni cognitive che caratterizza la senescenza è più connesso ad alterazioni strutturali e funzionali del cervello. In condizioni fisiologiche, tuttavia, queste alterazioni possono essere in parte compensate dal fenomeno della plasticità neuronale e dalla continua e mirata stimolazione ambientale. Per questo La componente psicologica è correlata alla personalità, alla storia individuale, allo stile di vita, alle interazioni con l’ambiente, agli eventi. Per quel che concerne gli aspetti psicologici, con l’invecchiamento generalmente si evidenzia un’accentuazione delle caratteristiche di personalità: il comportamento si fa più rigido, in alcune circostanze descritto da ostilità, rancore, facile suscettibilità e diffidenza. Molto meno si osserva una moderazione dei tratti caratteriali, con atteggiamenti contraddistinti da pacatezza, maggiore tolleranza, distacco dalle convenzioni. La senescenza induce anche una diversa percezione del tempo, prevalendo una dilatazione del passato, una coartazione del presente e una forte limitazione del futuro. Il passato è vissuto come rifugio ideativo ed affettivo che, però, può anche indurre sofferenza, in quanto fonte di rimorsi e rimpianti. La percezione limitata del futuro condiziona il significato attribuito alla speranza, che assume connotazioni sempre più vaghe, sfumate e basate soprattutto su bisogni immediati e concreti. «Già dopo i 65 anni e prima dei 75, circa la metà delle persone convive con una patologia cronica. I confini tra ciò che è fisiologico e ciò che è patologico non sono sempre netti ma si evidenziano con un’ampia zona di disagio, di situazioni di instabilità che si alternano a momenti di apparente benessere. Se poi una patologia si manifesta in modo sfumato può essere facilmente sottostimata e interpretata come prevedibile modalità di essere dell’anziano» (fonte psicologiacontemporanea.it). I disturbi riscontrati riguardano spesso le demenze (termine che descrive una vasta gamma di sintomi, associati a deficit della memoria e delle altre funzioni cognitive). Nella vecchiaia si osservano anche il delirium (noto pure come sindrome confusionale), le malattie psicosomatiche e comportamenti di abuso (alcol, psicofarmaci). Ma il problema importante nell’ambito della psicopatologia dell’invecchiamento è la depressione. Questa condizione può essere spiegata tenendo conto degli aspetti neurobiologici della vecchiaia, ma anche di quelli psicologici. Su questo aspetto bisogna lavorare in Rsa. Nella nostra realtà molto è stato fatto per la vicinanza ai pazienti con rischio di isolamento sociale con terapie Rot di riorientamento, la pet therapy con il nostro micio Codino e la sensibilità di operatrici ed operatori.

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