Un’eccessiva sonnolenza diurna nasconde problematiche di salute

Un’eccessiva sonnolenza diurna e la mancanza di forze ed energia generalmente e soprattutto tra gli over 65 potrebbero essere la spia che qualcosa che non va. O meglio, il campanello d’allarme di un maggiore rischio di sviluppare successivamente patologie come diabete, ipertensione e altri problemi cardiaci. Lo ha recentemente riportato il quotidiano “La Repubblica” a lato di è uno studio presentato al 72° meeting annuale dell’American Academy of Neurology. I ricercatori hanno coinvolto quasi 11mila persone, di cui circa 3.700 con più di 65 anni. Lo studio si è basato su due interviste telefoniche ai partecipanti, svolte a distanza di tre anni l’una dall’altra. Le domande riguardano le abitudini del sonno, da quanto si dorme di notte e di giorno alla qualità del riposo all’eventuale presenza di apnee notturne, un parametro di cui gli scienziati hanno tenuto conto per svolgere correttamente l’indagine. In particolare, gli scienziati hanno preso in considerazione la presenza di un’“eccessiva sonnolenza diurna”, o excessive daytime sleepiness” (EDS), un sintomo medico in cui la persona ha un sonno persistente anche di giorno, spesso associato a mancanza di energia, nonostante abbia riposato un numero adeguato di ore durante la notte. In generale a tutte le età è noto che questo disturbo può anche essere il segnale di una patologia sottostante, importante da scoprire, come la narcolessia o una sindrome delle apnee notturne. E oggi emerge che anche da solo, in età anziana, potrebbe essere in qualche modo associato ad altre patologie. Lo studio sempre riportato da “La Repubblica” ha dimostrato, a livello statistico, che tutte le persone over 65 che hanno una sonnolenza diurna eccessiva hanno anche un rischio più che doppio, circa 2,3 volte più alto, di sviluppare diabete o ipertensione entro i tre anni successivi, 2 volte più alto di un cancro, e ben 2,5 volte maggiore di una malattia cardiaca, il tutto sempre a distanza di tre anni. dormire anche di giorno ha un rischio più alto del 50% di avere malattie dell’apparato muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo, come artrite o lupus. Questi e gli altri dati sono ancora da interpretare e approfondire e non c’è un nesso di causa-effetto dato che si tratta di uno studio statistico che mette in relazione la sonnolenza diurna con altre malattie. Inoltre, gli autori precisano che i risultati sono frutto dei dati riferiti dagli stessi partecipanti e dunque potrebbero non essere precisissimi. Per tutte queste ragioni è necessario adottare cautela per studiare i risultati che tuttavia forniscono una prima indicazione di come avere troppo sonno, oltre alle ore di riposo notturno, può essere un segnale di qualcosa che non funziona perfettamente.

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