
Una condizione problematica che si instaura negli anziani è la disidratazione, cioè una scarsa quantità di liquidi nell’organismo. Si tratta di una problematica che con i suoi sintomi e le sue conseguenze può danneggiare in maniera importante le funzioni vitali, la salute e il benessere degli anziani. L’età avanzata aumenta questo rischio, sia perché lo stimolo della sete si riduce sia perché alcune problematiche possono rendere le persone anziane più soggette alla perdita di liquidi. «È quindi fondamentale saper riconoscere i segnali di disidratazione e intervenire prontamente. Ancora di più, è importante aiutare gli anziani a bere a sufficienza, adottando buone pratiche per assicurarsi ogni giorno la giusta idratazione. In questo articolo approfondiremo perché l’acqua è essenziale per la vita, capiremo cos’è la disidratazione, quali sono i campanelli d’allarme a cui prestare attenzione e come prendersi cura di un anziano disidratato. Scopriremo anche come prevenire questa condizione e individueremo alcuni trucchi per stimolare gli anziani a bere di più. Per questo motivo è importantissimo fornire ogni giorno all’organismo la quantità di acqua di cui ha bisogno. Il nostro corpo, infatti, la elimina costantemente con la sudorazione, la respirazione, l’urina e le feci: questa perdita fisiologica deve essere compensata con una corretta assunzione di liquidi e con un’alimentazione sana per mantenere in equilibrio il “bilancio idrico”, cioè il rapporto tra le “entrate” e le “uscite” di acqua». Fonte (EFSA, European Food Safety Authority). Una esagerata perdita d’acqua può avere effetti molto gravi, in modo particolare per le persone anziane. Gli anziani hanno un rischio più elevato di andare incontro alla disidratazione a causa di una serie di fattori che le rendono più vulnerabili. Tra le principali cause c’è la minore percezione dello stimolo della sete. Per questo motivo, molto importante da parte di tutti gli operatori che lavorano all’interno di una Casa di riposo come la nostra è il proporre, specie nel periodo estivo (ma anche in tutte le altre stagioni) oltre all’acqua, altre bevande non gassate ma gustose come succhi di frutta o tè al limone o alla pesca in modo tale che siano stimolati all’assunzione dei liquidi. Altri motivi nella diminuzione della sete negli anziani sono le modifiche nella composizione corporea, perché invecchiando aumenta la massa grassa (priva di acqua) e diminuisce la massa magra; disfagia, ovvero la difficoltà a deglutire che ostacola l’assunzione di cibi e bevande, un disturbo che spesso si manifesta negli anziani e che può essere legato a malattie neurologiche come il Parkinson demenza e Alzheimer. La quantità di acqua che devono bere gli anziani è variabile da persona a persona e dipende da molti fattori, come la temperatura esterna, lo stile di vita più o meno attivo. Tendenzialmente, ogni giorno eliminiamo in media tra i 2 e i 2,5 litri di liquidi, quindi questa perdita deve essere reintegrata con lo stesso quantitativo d’acqua, salvo indicazioni diverse del medico.