L’ipocondria nell’anziano, consigli per affrontarla

Una delle problematiche che si possono notare con più frequenza nell’anziano sono legate a quel disturbo mentale noto come ipocondria, ovvero la tendenza del soggetto a “inventarsi” sempre nuovi disturbi di salute oppure esagerare quelli esistenti. «L’ipocondria non è la manifestazione di una preoccupazione del tutto irrazionale – dice la psicologa Laura Rivolta psicologa di Rho (Milano) –  ma al contrario una presa di coscienza – per quanto amplificata fino all’esagerazione – dei nostri limiti funzionali che crescono con il passare degli anni. A volte la radice risale al passato, addirittura all’infanzia: parliamo quindi di genitori ipocondriaci o iperprotettivi, ansiogeni, che hanno trasmesso al soggetto in questione una profonda angoscia verso il proprio stato di salute, con il problema che si ripresenta così nella terza età per i suddetti motivi dopo una quiescenza temporanea. In altri casi, invece, lo sviluppo dell’ipocondria è direttamente collegata all’invecchiamento e sono queste le situazioni più complesse, poiché spesso derivano da una forma di depressione e ansia, magari non diagnosticata». Un atteggiamento che caratterizza il paziente ipocondriaco è quello di mettere in continuo allarme chi si occupa di loro problemi di salute diviene così un modo per richiamare l’attenzione e trovarsi al centro dell’interesse altrui.  «Di fronte a un eventuale e reale problema di salute – sottolinea ancora la dottoressa Rivolta – è naturale allarmarsi e ricorrere all’aiuto di un medico. Tuttavia assecondare continuamente il desiderio dell’anziano di sottoporsi a controlli medici vorrebbe dire allearsi con la sua parte malata. Bisogna allora cercare di far comprendere all’anziano che non vi è alcun problema, mettendolo davanti all’evidenza dei fatti, e che l’intervento di uno specialista non è necessario. Il tutto, ovviamente, senza perdere la pazienza e senza mai sottolineare la natura ipocondriaca di certi atteggiamenti, perché significherebbe comunque porre l’accento su un problema e generare nuova ansia». Proprio per questo motivo risulta assolutamente importante ed utile l’aiuto di uno psicologo che può essere suggerito all’anziano in difficoltà puntando su altri fattori, come per esempio proprio la possibilità di avere un aiuto in più per affrontare lo stress suscitato dalle preoccupazioni per il suo stato di salute. Nei familiari dell’anziano c’è spesso la radicata convinzione che il proprio congiunto non possa assolutamente modificare il suo punto di vista ed i suoi comportamenti. Invece l’anziano può cambiare e chi se ne prende cura deve avere assoluta fiducia in questa possibilità, adottando anche qualche piccolo trucco nel quotidiano per gratificare il bisogno di attenzione senza però caderne vittima.

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