
La disabilità motoria e cognitiva collegata all’invecchiamento rappresenta il maggior impegno di risorse in termini economici, oltre ad influenzare pesantemente la qualità della vita dei pazienti e dei loro familiari ed è aumentata esponenzialmente con l’aumento della popolazione anziana negli ultimi vent’anni. La geriatria, da sempre si occupa di prevenzione e in Lombardia sono stati effettuati passi da gigante con un modello di assistenza che ha offerto negli ultimi decenni indicazioni e programmi assolutamente migliorati anche per prevenire la disabilità nell’anziano. Molti di questi programmi e/o progetti vengono svolti in Rsa. Rsa è l’acronimo di Residenza Sanitaria Assistenziale. Sono state introdotte in Italia a metà degli anni Novanta, e si tratta di strutture non ospedaliere, a carattere sanitario, che ospitano per un periodo o a tempo indeterminato persone non autosufficienti, che non possono essere assistite in casa e che hanno bisogno di specifiche cure da parte di più medici specialisti e di una articolata assistenza sanitaria. Si distinguono dagli ospedali e dalle case di cura, rivolti ai pazienti sofferenti di una patologia acuta, e dalle case di riposo, che sono destinate agli anziani almeno parzialmente autosufficienti. Una Rsa oggi si trasforma sempre più in una residenza ergonomica con ambienti appositamente studiati affinché il paziente sappia bene orientarsi e fare suoi alcuni spazi proprio come avviene a casa sua. Una casa di riposo invece è un alloggio multi-residenza destinato agli anziani almeno parzialmente autosufficienti. È l’equivalente di quello che un tempo veniva definito quasi in termine spregiativo “ospizio”. All’interno di una casa di riposo ogni persona o ogni coppia possiede una stanza arredata. In genere sono presenti le strutture per i pasti, un luogo di incontro, la ricreazione, e una qualche forma di assistenza sanitaria o hospice. Per accedervi, in una struttura pubblica o convenzionata, è necessario presentare la richiesta presso l’Ufficio dei Servizi Sociali del comune di residenza. In seconda battuta ci sarà una visita presso l’U.V.G. (Unità di Valutazione Geriatrica), nella quale il medico-geriatra, valuterà le condizioni di salute del futuro ospite. Alla visita medica, consegue l’attesa del posto letto, attraverso la graduatoria. Nelle strutture pubbliche o convenzionate, l’ospite paga la retta in base al proprio reddito. Tra le varie tipologie di assistenza rivolte agli anziani. La Residenza Sociosanitaria Assistenziale per anziani (R.S.S.A.) è una struttura sociosanitaria residenziale territoriale. La R.S.S.A. fornisce servizi socio assistenziali a persone anziane, di età superiore ai 64 anni, che abbiano gravi deficit psico-fisici, o a persone affette da demenze senili, che non hanno bisogno di prestazioni sanitarie complesse, ma che richiedono un alto grado di assistenza alla persona con interventi di tipo assistenziali e socio-riabilitativo a elevata integrazione socio-sanitaria, che non sono in grado di condurre una vita autonoma e le cui patologie, non in fase acuta, non possono far prevedere che limitati livelli di recuperabilità dell’autonomia e non possono essere assistite a domicilio. Possono essere ospitate persone con età inferiore ai 64 anni, esclusivamente nel caso di persone affette da demenze senili, morbo di Alzheimer e demenze correlate.