Le sei regole basilari per approcciarsi ad un anziano depresso

Abbiamo già affrontato il tema della depressione negli anziani. I primi sintomi più evidenti, citiamo quelli relativi all’alterazione dell’umore, che può rivelarsi nella tristezza, nell’apatia, nella perdita di interesse in attività prima abituali e nell’ incapacità di divertirsi. In aggiunta all’enunciato sopra specificato il medico Luis Carlos Arranz, specialista in geriatria, dice che possono comparire sensi di colpa, rimorso, pessimismo, disperazione, difficoltà di concentrazione e desiderio di morire. Aggiunge che possono presentarsi anche dei sintomi corporei o somatici: «Disturbi del sonno – più spesso l’insonnia, meno frequentemente l’ipersonnia; la perdita di peso per inappetenza; fatica o mancanza di energia. Ci sono anche molti altri sintomi somatici – disturbi gastrointestinali, vertigini, mal di testa, che a volte sono predominanti nella depressione degli anziani» (fonte Aleteia). Un aspetto che deve essere chiaro, un mito che bisogna sfatare è che un disturbo depressivo non equivale ad una sensazione temporanea di tristezza. La depressione ha un’intensità e una durata maggiore, ed è inoltre accompagnata da un insieme di sintomi che rivelano la malattia. L’Apa (American Psychiatric Association) fornisce alcune linee guida quando si ha a che fare con una persona depressa a causa dell’età. Sono 6 regole auree che noi operatori che lavoriamo in Rsa possiamo fare nostre.

  • Siate consapevoli dei limiti fisici. Incoraggiate la persona a consultare un medico, prima di apportare modifiche alla sua dieta o di iniziare una nuova attività che potrebbe essere fonte di stress.
  • Rispettate le preferenze individuali. Gli anziani tendono ad essere meno propensi a cambiare stile di vita. La persona potrebbe essere riluttante ad adottare nuove abitudini o a fare cose che altri suoi coetanei trovano piacevoli. Uno psicologo o un educatore professionale esperto in problemi della terza età può aiutare a sviluppare una strategia individuale per combattere la depressione.
  • Siate diplomatici. Una persona anziana con un’autostima fragile può interpretare le espressioni di incoraggiamento e gli stimoli – seppur mossi da buone intenzioni – come un’ulteriore prova del declino della propria condizione.
  • Altri possono infastidirsi di fronte a qualsiasi tentativo di intervento. Uno psicologo o un educatore possono aiutare amici e parenti a sviluppare tattiche positive per affrontare questi e altri temi delicati.
  • Siate di supporto. Questo implica comprensione, pazienza, affetto, incoraggiamento e ascolto.
  • Abbiate pazienza. I trattamenti non fanno miracoli dal giorno alla notte, bisogna considerare che ogni processo di guarigione richiede del tempo, soprattutto se di tipo psicologico.

Mentre l’invecchiamento è una parte inevitabile della vita, la depressione non dovrebbe farne parte. I ricercatori concordano sul fatto che effettuando in modo precoce riconoscimento, diagnosi e trattamento, si possono contrastare e prevenire le conseguenze emotive e fisiche della depressione. Di grande rilevanza, sotto questo punto di vista è la vicinanza discreta nei confronti dei nostri ospiti in modo tale che loro acquisiscano fiducia e con la nostra presenza si sentano protetti ed al sicuro.

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