Emotività, parte fondamentale dei processi cognitivi che va stimolata

L’emotività rappresenta una parte importantissima dell’attività psichica, dei suoi processi cognitivi e relazionali, di personalità e di sviluppo delle capacità creative. Emotività e creatività sono presenti in ogni persona e rappresentano gli strumenti di base dell’espressione artistica, a qualsiasi età, anche nei pazienti anziani e in chi è meno fortunato. Spesso l’emotività di una persona raggiunge il massimo della sua espressione nell’ascoltare una musica, nell’osservare un dipinto, una scultura, uno spettacolo naturale, nel seguire un’opera teatrale o cinematografica, nel leggere un racconto. L’arte è l’espressione creativa di ciò che spesso muove i nostri pensieri e sentimenti più profondi e suscita stati d’animo nello spettatore. In questa ottica la musicoterapia rivela una. A volte l’impatto emotivo risulta di elevata intensità. Sono state descritte reazioni emotive di accentuata risonanza in persone “immerse” in un contesto artistico, osservando quadri e sculture. È conosciuta la sindrome di Stendhal che coglie il viaggiatore soprattutto nelle città d’arte. Lo scrittore francese racconta la sua esperienza emotiva all’interno della Basilica di Santa Croce a Firenze. Anche Freud, parlando dei suoi viaggi, specialmente in Italia, descrive le emozioni, i turbamenti provati nel visitare musei e luoghi d’arte. Il confronto con dipinti e sculture, coinvolgendo le memorie affettive, può tuttavia rappresentare un’occasione per comprendere meglio il proprio mondo interiore. La musica e l’arte stimolano variamente l’emotività, coprono l’intera gamma dei sentimenti, sia in chi le realizza che in chi le osserva ed apprezza. Ad ogni anziano devono essere riconosciute le proprie capacità emotive e creative con l’auspicio di esprimerle nell’ambito che meglio lo rappresenta, con la speranza di una garanzia da parte della famiglia e delle istituzioni come la nostra Rsa che egli possa concretamente attuare ciò che prova e pensa, affinché il proprio romanzo personale disponga delle risorse necessarie per continuare a comporre le sue opere, ad arricchirle.  Partendo da un approccio maieutico, cioè il ricavare da ogni paziente il meglio delle proprie risorse, il discorso, la parola, il legame tra parola, senso, immagine e soggetto possono divenire fonte di una azione pedagogica (rivolta all’individuo nella sua più ampia accezione e nella sua più varia età) in grado di promuovere e stimolare un’etica della creatività che divenga etica del divenire, della possibilità di fare.

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