
La comunicazione non verbale è quella parte della comunicazione che riguarda il linguaggio del corpo, ossia la comunicazione non parlata tra persone. Inoltre importantissimi sono i tanti codici del carattere e del vissuto delle persone comuni che ci aiutano a capire molto bene con chi abbiamo a che fare. «La comunicazione non verbale è quel tipo di comunicazione che viene fatta tramite segnali non verbali, come sguardi, espressioni del viso e gesti, è quel processo di scambio di informazioni e messaggi che va oltre al linguaggio semantico» (Feltrinelli). In parecchi considerano la comunicazione non verbale come universalmente comprensibile, capace anche di superare ogni barriera linguistica. Questo perché ogni individuo comunica con l’espressione facciale e i movimenti del corpo. La comunicazione non verbale è comprensibile in ogni genere di popolazione: spesso persone di diverse etnie o culture hanno delle gestualità differenti e un gesto può non avere lo stesso significato o, addirittura, avere un significato opposto. Noi italiani siamo celebri in tutto il mondo per la nostra innata gestualità, grazie alla quale, spesso riusciamo a sopperire, a carenze linguistico – culturali. Nella terza e quarta età in Rsa la comunicazione non verbale diventa un elemento di fondamentale importanza per cercare, da parte di tutte le figure professionali che lavorano a contatto con loro, di interagire, specie nel caso di ospiti con importanti deficit o compromissioni a livello cognitivo. A questo punto apriamo una breve parentesi elencando per conoscenza le quattro componenti che caratterizzano la comunicazione non verbale. Parliamo di, Sistema paralinguistico: ovvero il sistema vocale non verbale, che comprende il tono, la frequenza, il ritmo della voce, ma anche il silenzio; il sistema cinesico che attiene a tutti gli atti comunicativi del corpo, come il contatto visivo, la mimica facciale, la gestualità e la postura; la Prossemica cioè tutti i messaggi che il corpo invia con l’occupazione dello spazio, tenendo conto della distanza della persona con il suo interlocutore. Lo spazio si suddivide in zona intima, zona personale, zona sociale e zona pubblica. L’ultima componente è quella Aptica che riprende tutta quella comunicazione che viene espressa tramite il contatto fisico, come le strette di mano, un saluto, un abbraccio.