
L’afasia è l’incapacità di comprendere e di esprimersi mediante la parola orale o scritta a causa di alterazioni neurologiche alle aree del cervello che controllano il linguaggio. Gli altri casi in cui la comunicazione in entrata e/o in uscita è compromessa, come ad esempio per malattie psichiatriche, per stati emotivi o per interazioni farmacologiche, non fanno parte dell’afasia. I disturbi della comunicazione nell’anziano a livello di produzione della lingua, includono la disartria, ovvero la difficoltà nell’articolazione delle parole; la disfonia, cioè la compromissione della voce nelle sue qualità (timbro, volume, etc.); e l’aprassia orale, la scarsa o assente capacità di pianificare i movimenti volontari delle strutture orali, finalizzate a uno scambio comunicativo verbale. I disturbi della comunicazione nell’anziano a livello di comprensione riguardano la ricezione della lingua, ovvero la percezione, la comprensione e l’elaborazione dell’informazione. In questo caso, i disturbi che possono manifestarsi, tra gli altri, sono l’ipoacusia, ovvero la sordità, non necessariamente totale o bilaterale e lo stato cognitivo alterato dovuto a un ritardo mentale, a una patologia degenerativa (tumore, malattia autoimmune, ma soprattutto demenza) o a un trauma cranico. Nell’afasia motoria, il paziente comprende più di quanto produce, ottenendo perciò un linguaggio non fluente, cioè impoverito, privo di alcune parole sino ad una vera e propria produzione assente. Nell’afasia sensoriale, il paziente produce più di quanto comprende, ottenendo perciò un linguaggio “eccessivamente” fluente. In questi casi, a prescindere dalla gravità, si può capire come un output verbale conservato a fronte di un input linguistico impoverito abbia come conseguenze un eloquio anomalo. Quanto si produce, infatti, sarà apragmatico (privo di un senso logico interno della frase), spesso torrenziale, incontenibile (poiché non viene compreso l’eventuale messaggio dell’interlocutore di rallentare o tacere), all’apparenza “logorroico”. Il più grave rischio di questa afasia, nell’anziano, è confonderla con una demenza, della quale a sua volta potrebbe essere conseguenza. La difficile linea di confine tra l’afasia ed il linguaggio in una demenza consiste nella corretta percezione della realtà descritta: un paziente con demenza può raccontare di sé stesso, ad esempio, in modo del tutto disorientato nello spazio e nel tempo.