
Gli anziani tendono spesso ad attribuire i propri insuccessi ad elementi impossibili da governare. Si dimenticano le cose perché “si è vecchi” o perché si è vittime di luoghi comuni negativi? Alcuni studi scientifici condotti sugli anziani dimostrano come l’esposizione a messaggi che mettano in evidenza un declino delle loro funzioni cognitive di pari passo con l’età porta a diminuire la loro prestazione in un esercizio di memoria. Per questi motivi un primo step per chi segue l’anziano è quello di incoraggiare ad una visione più positiva legata all’invecchiamento, per ottenere delle ripercussioni notevolmente positive sulle prestazioni. La strada per trarre il meglio da una persona anziana passa specialmente attraverso un ambiente che favorisca questa motivazione. Pertanto saranno fondamentali i nostri comportamenti, e soprattutto gli effetti che questi scaturiscono nell’altra persona. Dovremo porre l’accento sul modo in cui interpretiamo i suoi successi o insuccessi e sulle reazioni che forniamo in relazione ad essi. Ad esempio, se lo indurremo a pensare che non sia capace di portare a termine un determinato compito, probabilmente lui stesso si autoconvincerà di non esserlo: questo è tra i primi fattori che potrebbe predisporre l’anziano alla depressione, peggiorando il suo stato di salute. Per questo è fondamentale supportare la sua autonomia, instaurando in lui dei pensieri motivanti. Per far mantenere all’anziano un certo grado di autonomia è importante non sostituirsi a lui: un approccio costruttivo può essere suggerirgli delle strategie efficaci, in modo tale da incoraggiarlo ad avere un’immagine di sé come una persona utile, capace ed efficace nonostante gli anni che avanzano. Il primo passaggio in assoluto è quello di stabilire dei compiti e degli obiettivi, suddividendoli in piccoli obiettivi da raggiungere o suggerendo strategie efficaci per avvicinare questi obiettivi alla portata di tutti. Anche incoraggiare un anziano a raccontare episodi di vita passata può rivelarsi un semplice espediente per mantenerlo cognitivamente, emotivamente e socialmente attivo, migliorandone l’autostima ed elevando il suo spirito.