Le attività che si possono proporre all’interno di una Rsa

Sono parecchie le attività che si possono proporre all’interno delle Rsa come la nostra di Ferrera: attività espressivo-relazionali, attività informativo-culturali, manuali e di vita quotidiana, attività di stimolazione cognitiva. Le attività con gli anziani sono principalmente di gruppo, in quanto tale relazione stimola la socializzazione e la cooperazione. Le attività, per essere efficaci, devono essere personalizzate, cioè adattate alla necessità del singolo utente, al suo modo di essere, di pensare, alle sue possibilità e capacità cognitive (Taddia, 2012). L’obiettivo principale è il potenziamento e/o il mantenimento delle abilità e delle risorse residue: per tale motivo ogni attività non è fine a sé stessa, ma è determinata a stimolare abilità cognitivequali il linguaggio, l’attenzione, la percezione, la memoria e il ragionamento. L’area affettiva relazionale viene promossa attraverso una serie di attività sociali (giochi, feste, incontri) che prevedono l’interazione, la socializzazione e la collaborazione fra i diversi soggetti coinvolti, al fine di stabilire un legame con le persone e allo stesso tempo mirando al miglioramento delle capacità cognitive della persona. Un principio cardine per chi lavora in queste strutture per anziani e svolge attività cognitive e relazionali rivolte a questa fascia di età è quello di considerare la persona anziana nella sua globalità e unicità della sua storia, al fine di poter offrire ad ognuno un adeguato livello di cura e assistenza. Tali aspetti non vanno considerati separati dalla condizione fisica, psichica e relazionale: ogni intervento deve essere pensato e attuato attraverso un’ottica multidimensionale e multifattoriale. Ad incrementare la qualità del lavoro presso una struttura per anziani è la presenza di varie figure professionali che interagiscono con l’anziano ospite. La figura dello psicologo che opera all’interno delle residenze per anziani costituisce una risorsa nella prospettiva di un’assistenza che pone la persona al centro dell’organizzazione promuovendo sia i bisogni sanitari che sociali, emotivi e relazionali. In particolare, lo scopo del servizio psicologico è quello di favorire e promuovere il “ben-essere” e lo “stare bene” degli ospiti anziani. Nel perseguire questi obiettivi lo psicologo può intervenire con diverse competenze: valuta gli aspetti cognitivi (memoria, attenzione, ragionamento, linguaggio…)

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