
Con l’avanzare dell’età il sonno spesso peggiora. Ormai è un dato di fatto evidenziato con tendenza di crescita nel corso degli ultimi trent’anni dagli esperti: diminuiscono la sua quantità e la sua qualità, tanto da portare a dei veri e propri disturbi del sonno. Dati statistici parlano di casi nell’ordine del 30-70% di problematiche del sonno negli anziani con un’incidenza – nuovi casi che emergono ogni anno – nell’ordine del 5%. L’Italia è seconda solo al Giappone in quanto a consistenza della popolazione over 70 e addirittura primi al mondo per problematiche cliniche degli anziani, con quello che ciò comporta in termini di terapie e politerapie, che possono indurre problemi del sonno. Franco Coppo, che è stato per vent’anni primario della Divisione di Neurologia dell’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli descrive passaggi fondamentali per queste problematiche. «Il disturbo del sonno – dice – è una profonda alterazione della qualità del sonno caratterizzata da cambiamenti nella sua durata, continuità, intensità e stabilità: questo insieme determina quella sensazione di malessere al risveglio, di aver dormito male anche se c’è stato un lungo tempo di riposo a letto. È importante distinguere questi due aspetti: il tempo di letto dal tempo di sonno. Cioè ci sono persone che restano letto 9 o 10 ore, ma ne dormono 4 o 5. Questa discrepanza peggiora la qualità del sonno, per cui dobbiamo cercare di mantenerla più bassa possibile. Altrimenti cadiamo nella trappola dell’insonnia che può anche essere episodica – un’esperienza capitata a tutti nel corso della vita – ma se si protrae fino a superare i tre mesi, diventa insonnia cronica». Le cause più frequenti dell’alterazione del ritmo sonno/veglia ci sono depressione e l’ansia, ovvie condizioni che alterano la fluidità è la continuità del sonno. Poi c’è il dolore cronico, malattie reumatiche, della semplice artrosi, della polinevrite di qualunque natura essai sia, soprattutto quella diabetica. Poi l’uso di farmaci. Gli anziani over 70 hanno spesso diverse patologie e molte patologie significano molte terapie farmacologiche: spesso non si tiene conto fino in fondo degli effetti che ciascun farmaco per conto proprio, oppure in seguito all’interazione con altre terapie farmacologiche, può produrre sulla qualità del sonno. E poi le classiche patologie internistiche: le pneumopatie, le cardiopatie, il diabete, l’ipotiroidismo, la presenza di un’ernia iatale con reflusso gastroesofageo.