
Walker at al. (2002-2009) hanno proposto una visione di una strategia di invecchiamento attivo che si basa su: “un equilibrio di diritti e obblighi” in cui le persone hanno il dovere di approfittare di tutta la vita delle opportunità di apprendimento e di formazione continua per promuovere la propria salute e benessere. Come accennato, Walker at al. hanno elaborato una prospettiva globale, comprendente il potere di adattabilità, il fattore umano e il primato dell’agenzia sulle barriere legate all’età, che ha posto le basi per la progettazione di strategie utili per poter governare il fenomeno dell’invecchiamento attivo. Non esistono, in realtà, dei veri e propri principi di strategia, ma vengono utilizzati degli slogan per coprire tutto ciò che è in grado di adattarlo. Vengono definiti pertanto sette principi fondamentali che dovrebbero racchiudere tutti i settori necessari a rispondere ai successi delle sfide sull’invecchiamento attivo. In primo luogo è utile che le varie attività contribuiscano al benessere dell’individuo, alla comunità o alla società e non dovrebbero riguardare solamente attività retribuite, nonostante queste siano utili per l’inserimento primario nella società. Deve comprendere tutti gli individui anziani, anche coloro che presentano delle difficoltà, fragilità e dipendenze, dovuto al pericolo che il focus sia solo sugli anziani più giovani e non sulla vecchiaia, perché non si tiene conto del fatto che il legame tra attività e salute si mantiene bene anche nella vecchiaia (WHO, 2001). In terzo luogo, deve contenere anche il concetto di prevenzione, secondo cui è importante coinvolgere nel progetto di invecchiamento attivo tutti i gruppi d’età 20 in tutto il corso della vita. L’obiettivo principale, pertanto, dovrebbe essere quello di prevenire malattie, disabilità, perdite di competenze etc. Quarto, il processo deve sviluppare delle attività che comprendano le diverse generazioni. Quinto, dovrebbe includere diritti e obblighi: diritti per la protezione sociale, istruzione e formazione accompagnati dagli obblighi per sfruttare tali diritti. In sesto luogo, le strategie sull’invecchiamento attivo devono promuovere le potenzialità degli individui. Settimo, l’invecchiamento attivo deve rispettare le diversità culturali