L’obiettivo di un intervento complessivo per il benessere di anziano, caregiver ed Operatore socio sanitario

L’obiettivo complessivo di un’azione sviluppata dall’équipe assistenziale e socio educativa all’interno di una Rsa come la nostra è quella riassunta nella necessità di promuovere un adattamento continuo della persona anziana al fine di preservare l’autonomia possibile e incoraggiare il “vivere bene” nelle diverse condizioni incontrate nel passaggio da un contesto familiare ad uno nuovo istituzionalizzato. Per garantire e tutelare questo “benessere possibile”, occorre predisporre un’accurata valutazione dei bisogni della persona che necessitano di essere soddisfatti. La prospettiva “BioPsicoSociale” (Kitwood, 2007) definisce l’obiettivo di benessere della persona anziana nella soddisfazione dei bisogni primari di ogni essere umano, ancor più accentuati in un contesto socio-ambientale non privo da pregiudizi verso questa fase della vita. Il bisogno di relazioni significative, al fine di evitare la solitudine emotiva, condizione che può determinare l’aumento delle fragilità a livello cognitivo, emotivo, somatico e sociale. Il tutto correlato all’insorgenza e aggravamento di patologie psichiatriche ed organiche; il bisogno di preservare un senso di identità del Sé, che si conservi nonostante le perdite funzionali, cognitive, di ruolo, e che continui a restituire all’anziano il senso del suo esistere nel mondo;  il bisogno di autonomia, intesa come possibilità di azione e di incisività nel proprio contesto di vita, autodeterminandosi nelle proprie scelte senza sentirsi esautorato, anche in merito alle decisioni di fine vita; il bisogno di condivisione, ascolto e di considerazione positiva, capace di valorizzare e validare la prospettiva soggettiva della persona, esplorandone proattivamente vissuti ed emozioni,  il bisogno di rispetto e considerazione della propria identità e dignità; Il bisogno di certezza di una cura tempestiva, personalizzata, integrata. Affrontare i bisogni psicologici della persona anziana non può eludere dall’ascoltare e accogliere anche i bisogni dei caregiver familiari (per altro anch’essi spesso anziani e fragili) e degli stessi operatori della cura. Gli obiettivi sono la gestione delle dinamiche legate all’invecchiamento fisico e psicologico. Salvaguardare l’autonomia come valore. Identificare gli indicatori di fragilità psicologica che possono incidere sul benessere della persona anziana (solitudine, vedovanza, abbandono della propria casa, separazione dagli affetti…). Identificare le capacità preservate e le potenzialità della persona anziana. Affrontare le perdite e il lutto. Integrare le dimensioni “BioPsicoSociale” Facilitare il percorso di adattamento ai cambiamenti (psicologici, fisici, sociali). Prevenzione della sindrome del burnout dell’operatore.

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