
Gli educatori e gli animatori nel loro lavoro con le persone anziane devono evidenziare delle peculiarità molto importanti, cioè essere in grado di entrare in empatia ed in relazione con il paziente sospendendo ogni genere di pregiudizio. Le abilità socio-relazionali sono rappresentate da specifiche capacità che si attivano per e nell’interazione con gli altri. Esse riguardano diversi tipi di modalità tramite cui la persona interagisce col proprio ambiente sociale in modo positivo per sé stessa e per gli altri. Generalmente si manifestano attraverso la capacità di: stare con gli altri, interagire nel gruppo, comunicare in modo produttivo, esprimere la propria personalità, condividere le proprie esperienze con gli altri, collaborare in modo attivo e riuscire a trarre giovamento dal confronto. Le abilità socio relazionali un po’ sono innate e determinate dal proprio carattere e dal modo di essere, altre invece vengono acquisite con studio ed esperienza sul campo. Ci sono persone che spontaneamente, per doti caratteriali, tendono ad interagire efficacemente con gli altri trovandone soddisfazione e gratificazione oltre che giovamento. Per contro, ci sono persone invece che sono meno aperte alle relazioni con altre persone e quindi fanno maggior fatica ad allacciare dei rapporti che siano fini a sé stessi oppure necessari come quelli lavorativi. È molto importante stimolare questo tipo di abilità relazionale con il paziente anziano che, in molti casi, tende a ritirarsi nel proprio guscio. Soprattutto quando l’anziano è ricoverato in una struttura dove si ritrova con tante persone sconosciute, può essere per lui difficile crearsi delle amicizie o comunque delle interazioni a livello relazionale. Nell’attività di animazione ci sono molti tipi di esercizi, giochi e modalità di intervento che aiutano le persone anziane a socializzare, fra queste possiamo indicare: giochi di gruppo, musicoterapia, laboratori creativi, balli, laboratori di arte e disegno, reminiscenza con il ricordo dei tempi belli della giovinezza attraverso l’utilizzo di vecchie fotografie del paziente stesso. È necessario quindi stimolare la vicinanza. Mettere le persone anziane in zone comuni, stimolare la reciproca conoscenza; stimolare la collaborazione. Durante le attività sollecitare il mutuo-aiuto, più che l’apporto dato dall’operatore. Organizzare maggiori attività di coppia o di gruppo. Stimolare il confronto. Attraverso momenti dedicati ai reciproci ricordi, alle diverse conoscenze e esperienze. Stimolare l’espressività individuale. Molto importanti sono le attività creative che permettono alla persona di poter produrre del materiale o idee, in base alla propria fantasia e alle proprie possibilità. Limitare l’aggressività e il conflitto. Per vari motivi, che possono riguardare la presenza di demenza o di depressione, un certo tipo di carattere o di vissuto psicologico e altro ancora, è possibile che ci siano anziani più aggressivi oppure che si creino dei contrasti specifici fra due o più persone. È molto importante che l’animatore sia attento a certe dinamiche che minano le relazioni e il clima fra gli anziani