Il lavoro con gli anziani e la loro stimolazione cognitiva

Spesso il lavoro con gli anziani viene considerato più semplice o non necessitante di particolari approfondimenti. Ma ovviamente così non è. Richiamando il Codice deontologico dell’educatore e degli operatori sociali  ne delinea che  rivolti alle persone anziane e anziane con demenza fornisce delle importanti indicazioni per approcciarsi con pensieri concreti su l’RSA Aperta, interventi sul territorio a sostegno dell’anziano e le RSA stesse. Il piano assistenziale individualizzato rappresenta uno strumento di scoperta e di esplorazione non solo della complessità, ma soprattutto della bellezza e della specificità del lavoro con persone anziane e con persone con demenza. Nel contempo testimonia e conferma, ancora una volta, la ricchezza di pensiero che può scaturire dall’esercizio di scrittura riflessiva sull’operatività professionale e che non smette mai di stupire. Se adeguatamente stimolati gli anziani anche parzialmente compromessi a livello cognitivo possono dare risposte positive nell’ottica del mantenimento delle capacità residue.  La scelta di trasferire un anziano in una struttura di accoglienza dipende da diversi fattori, tra cui la difficoltà della persona di prendersi cura di sé stessa e delle attività quotidiane, a cui può aggiungersi la presenza di patologie difficili da gestire in casa. Si tratta di una decisione presa anche per favorire il benessere psichico dell’anziano: spesso, infatti, la paura di cadere o di trovarsi in situazioni di emergenza senza un pronto intervento può creare una condizione di insicurezza e disagio continui. Questa soluzione si dimostra particolarmente efficace nei casi in cui l’anziano soffre di patologie che necessitano di costanti controlli medici e infermieristici, ma anche per gli ospiti semi-autosufficienti che, in queste realtà, possono trovare gli stimoli necessari a mantenere l’equilibrio psicofisico, altrettanto importante. Con questo intento, le strutture di accoglienza integrano l’assistenza medica con un‘offerta variegata di iniziative come la pet therapy, l’animazione professionale, il teatro, la musicoterapia, l’arte terapia per consentire alle persone di esprimere la propria socialità, emotività e affettività. In questo contesto, la figura dell’animatore sociale e dell’educatore professionale diventa centrale, proprio perché è quella che si occupa di progettare e organizzare l’animazione. Lo scopo di queste figure professionali è creare un ambiente stimolante, dove l’ospite possa ritrovare la serenità, la voglia di rimettersi in gioco e di sentirsi ancora utile.

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