
Viviamo emozioni, ogni giorno, più o meno consapevolmente, dalla nascita alla vecchiaia. Nelle più svariate condizioni si provano stati d’animo, sentimenti diversi. Si teme un pericolo, si attende con ansia una notizia, si è soddisfatti per un desiderio realizzato, si è contenti di un successo ottenuto, si è addolorati per la separazione da una persona cara, si rimane sorpresi da un evento inaspettato, si è dispiaciuti, rammaricati, arrabbiati per le ingiustizie subite, si ammira un dipinto, una scultura, un paesaggio, uno spettacolo della natura, si è trascinati o assorbiti dalla musica, si esulta per una vittoria, si è tristi o delusi per una sconfitta, si vivono esperienze positive e negative, si ride e si piange, si soffre e si ama. Siamo variamente sensibili in rapporto alle caratteristiche della personalità, dell’ambiente in cui si è inseriti, delle persone che si incontrano. Ciascun individuo avverte sensazioni, stati d’animo. Molte volte, tuttavia, non si è in grado di identificare ciò che si prova, diventa difficile definire, oggettivare quanto soggettivamente si sente. Non si trovano le parole adatte ad esprimere l’esperienza emotiva. Quel mondo degli affetti, così determinante nella vita di una persona, rimane spesso, in qualche suo aspetto, oscuro, indecifrabile, incomprensibile Ma cambiano le emozioni con il trascorrere dell’età? «Le esperienze, negative e positive, possono insegnare ad ognuno a comprendere, gestire, controllare, vivere pienamente e consapevolmente ciò che proviamo. L’educazione ai sentimenti è un processo continuo che si svolge per l’intero arco della vita. Affetti, sentimenti, emozioni non hanno età, non solo non declinano in vecchiaia, ma possono essere più selettivi e perfezionati» (Cesa – Cristini – Bianchi) Corporeità ed emozioni si associano, si intrecciano, si compenetrano. Alle reazioni emotive sono correlate varie modificazioni dell’organismo. I cambiamenti, le risposte del corpo ci fanno sapere come ci sentiamo (Siegel, 1999, pp. 141-142). Si impallidisce per uno spavento, si arrossisce quando ci si sente in imbarazzo, aumentano il battito cardiaco e la pressione arteriosa in situazioni di ansia e di apprensione, si avvertono brividi di paura o di piacere, ci viene la “pelle d’oca”, sudano le mani, rallentano, si bloccano o corrono le peristalsi, “brontola” la pancia, si chiude lo stomaco, si affretta il respiro, si sente il fiato o il cuore in gola, si “surriscaldano” i nervi, si “gela” il sangue, si “ferma” il cuore, si paralizzano i movimenti, ci si sente “sciogliere”, si prova un senso di benessere e di rilassamento fisico. Si sta bene, nel corpo e nell’anima. Il nostro compito all’interno della Rsa a livello educativo e di intervento socio assistenziale è mirato a creare un ambiente in cui le situazioni e le emozioni positive prevalgano.