Dalla cura al “prendersi cura” dei pazienti anziani. Un concetto importante

Storicamente, le Rsa per anziani hanno sempre mirato a fornire assistenza e supervisione sanitaria e tutelare, concentrandosi solo sulle patologie, organiche e psichiche, e sulle limitazioni della persona. Tuttavia l’evoluzione culturale e sociale degli ultimi anni ha favorito però l’emergere, accanto alle figure di stampo sanitario, di professionisti del campo sociale e psicologico che pongono al centro del processo di cura l’intera persona, ovvero la sua storia di vita, i suoi progetti, e di conseguenza non solo le sue limitazioni e le sue patologie, con relativi sintomi, ma anche le sue potenzialità e le sue risorse. «Di fatto, vi è stato il passaggio da un modello prevalentemente ospedaliero ad uno che favorisce e ricerca la connessione tra il malessere fisico e la sua componente psichica, così da agire sulla persona nella sua specificità e interezza. Sono difatti molteplici i fattori che intervengono nella comparsa di una malattia, a partire dalle modificazioni ambientali e di stile di vita, fino a quelle maggiormente psicologiche, come ad esempio l’elaborazione di un lutto o la frustrazione causata alla perdita della propria autonomia» (Fonte psicologiapsicosomatica.com). Dall’approccio fondato sullo stile del “curare” si passa al concetto più ampio di “prendersi cura”, tenendo quindi sempre in considerazione le forti interazioni che intervengono tra benessere psichico e fisico, che si traducono in migliore o peggiore qualità di vita. Il benessere della persona non si può infatti correlare esclusivamente alla presenza o assenza di patologie e rappresenta, invece, un valido indicatore di esito degli interventi messi in atto. L’Organizzazione Mondiale della Sanità definiva inoltre il concetto di qualità di vita come “la percezione che gli individui hanno della loro posizione nella vita, nel contesto della cultura e del sistema di valori nel quale vivono, e in relazione ai loro obiettivi, alle loro aspettative, alle loro abitudini e alle loro preoccupazioni”. Questo concetto multidimensionale comprende la salute fisica come lo stato psicologico, il livello di autonomia come la rete di relazioni sociali e le caratteristiche ambientali e pone le basi per il lavoro con la persona, che deve sempre essere impostato considerando lo specifico soggetto nel suo insieme, contesto di vita incluso; questo implica l’attenzione a molteplici variabili che, in modo diverso, impattano più o meno sensibilmente sul benessere individuale.

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