Malattie fisiche legate alla depressione nei pazienti anziani

Diversi studi hanno dimostrato come alcune malattie fisiche siano particolarmente associate allo sviluppo di depressione nell’anziano: infezioni virali, patologie endocrinologiche, malattie neoplastiche, malattie cerebrovascolari, infarto del miocardio, alterazioni metaboliche, malnutrizione, malattia di Parkinson. Anche alcuni farmaci o la sospensione degli stessi possono causare sintomi depressivi in pazienti fragili. Accanto a questi, la presenza di eventi di vita stressanti possono aggravare ulteriormente il rischio di sviluppare sintomi depressivi. Nonostante prevalenze così rilevanti, spesso la depressione nell’anziano viene sottostimata. Uno dei motivi è la presentazione atipica dei sintomi: negli anziani infatti, prevale la sintomatologia somatica (in particolar modo quella algica) rispetto a quella psicologica. Scarsa concentrazione e deficit memoria possono inoltre essere scambiati per invecchiamento fisiologico o decadimento cognitivo, quando invece sottendono una condizione depressiva. Meritano una particolare attenzione alcune forme di depressione dell’età involutiva come la depressione su base vascolare e la cosiddetta “depressione mascherata”. I disturbi cerebrovascolari possono predisporre, precipitare o perpetuare alcune sindromi depressive dell’anziano. Il paziente anziano con depressione vascolare ha maggior disabilità e compromissione cognitiva rispetto al depresso anziano senza componente vascolare. Nella depressione mascherata vi è invece una predominanza dei sintomi somatici (diminuzione dell’appetito, perdita di peso, disturbi del sonno, più spesso ipersonnia), mentre i sintomi affettivi appaiono solo sfumati. Altre caratteristiche di questa forma sono rappresentate da diminuzione dello slancio vitale, fluttuazioni diurne della sintomatologia o comparsa periodica della stessa. La pseudo demenza infine, è un quadro caratterizzato dallo sviluppo di sintomi cognitivi severi nel contesto di un episodio depressivo, che scompaiono in seguito alla remissione della depressione. Nelle forme depressive lievi o moderate è stato dimostrato che l’esercizio fisico di tipo aerobico determini un netto miglioramento, e può essere considerato come una prima strategia di intervento. La psicoterapia nell’anziano si avvale primariamente di approcci di breve durata (6-12 sedute) di tipo cognitivo-comportamentale. Alcuni lavori hanno dimostrato un sostanziale miglioramento dei pazienti trattati con psicoterapia. È molto importante da parte dell’educatore, del gruppo di Operatrici – Operatori socio assistenziali e sanitari di svolgere un intervento di vicinanza al paziente depresso aiutandolo con un dialogo costante e una terapia comportamentale che aumenta la sua autostima. È quello che svolgiamo quotidianamente in Rsa. Quando è necessario si associa alla terapia comportamentale anche una terapia farmacologica che il geriatra valuta con la consulenza di un neurologo.

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