Il periodo finale della vita, momento di transizione

Il periodo finale della vita è solitamente un periodo di transizione. Il pensionamento è spesso il primo considerevole cambiamento che l’anziano deve affrontare. I suoi effetti sulla salute fisica e mentale sono diversi da persona a persona, in base all’atteggiamento e alle ragioni della vita ritirata. Cambiare il proprio ambiente di vita è uno degli aspetti di questa transizione. Il trasloco può verificarsi diverse volte nell’età avanzata, per esempio in case di riposo, in Rsa con i comfort desiderabili, in piccoli quartieri per ridurre l’onere del mantenimento, a casa di fratelli o figli adulti, o in strutture di assistenza residenziale. Lo stato fisico e mentale sono indicatori significativi dell’adattamento al trasloco, come anche una preparazione sensibile e adeguata. Le persone che rispondono male al trasferimento hanno maggiori probabilità di vivere da sole dopo il loro trasferimento e/o di essere socialmente isolate, povere e/o depresse. Gli uomini si adattano meno delle donne. Le persone devono essere messe al corrente del nuovo contesto in anticipo. Per un anziano con evidente decadimento cognitivo, un trasferimento lontano dalla famiglia e l’ingresso all’interno di realtà come quella di una Rsa può intensificare la dipendenza funzionale e i comportamenti distruttivi. Per questo motivo il periodo iniziale in cui un nuovo paziente arriva in una Rsa è molto importante. Deve essere seguito con la massima delicatezza e vanno intercettati stati d’animo di prostrazione che possono portare, se trascurati a stati ansioso – depressivi importanti. C’è poi un aspetto fondamentale riguardante Il lutto che colpisce molti aspetti della vita di una persona anziana. Per esempio, l’interazione sociale e lo stare in compagnia si riducono e il ruolo sociale si modifica. La perdita di un coniuge colpisce gli uomini e le donne in modo differente. Nei due anni successivi alla perdita della moglie, gli uomini presentano un tasso di mortalità aumentato, specialmente se la morte della moglie è stata inaspettata. Per le donne che perdono il marito, i dati sono meno chiari, però, generalmente, non indicano un aumento del tasso di mortalità. Con il lutto, diventa normale la presenza di alcuni disturbi del sonno e ansiosi; queste conseguenze si risolvono nell’arco di alcuni mesi senza trattamento farmacologico. Al contrario, il lutto prolungato e opprimente è considerato un lutto patologico. Le strategie che si possono adottare sono mostrare attenzione e sensibilità alla situazione del paziente. Per esempio:  «So che ha subito cose molto dure. Mi preoccupo per lei. Io le sono vicino» e poi connettere gli operatori sanitari e i familiari alle risorse educative.

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