
Per contrastare la solitudine, che per i pazienti anziani anche in RSA è un nemico sempre incombente e fu sperimentata in modo esponenziale con la pandemia, i social network costituiscono uno strumento per combattere la mancanza di contatti diretti e il diradarsi della propria vita sociale. Durante il periodo di isolamento forzato delle RSA con il mondo esterno a causa della pandemia da Covid 19 l’utilizzo dei tablet per le videochiamate mettendo in comunicazione i nostri pazienti con i propri cari attraverso le videochiamate fu fondamentale per il loro benessere ed anche per quello dei loro congiunti. Tutto ciò evidenzia come la moderna tecnologia se ben utilizzata è uno strumento molto utile per i nostri pazienti anziani per sentirsi ancora protagonisti e ben “riconosciuti” in un contesto sociale dove purtroppo vige anche la cultura dello scarto. Cioè ancora per molti l’anziano siccome non è più nel meccanismo di produzione non è più “utile” al sistema e viene accantonato, quando invece ha ancora tanto da dire e da fare anche se il suo corpo e la sua mente non sono più attive come una volta. A questo proposito, uno studio condotto da Ipsos, per conto di una nota fondazione che dedica le proprie risorse alla diffusione di un invecchiamento di qualità, evidenzia come gli anziani abbiano iniziato a sfruttare le infinite potenzialità della rete, per cercare di contrastare gli effetti negativi dell’età che avanza. Per questo motivo anche noi all’interno della RSA, naturalmente con il consenso dei nostri pazienti, dei loro parenti, nel pieno rispetto della legge sulla privacy ci produciamo nella realizzazione di video in cui la nostra Direttrice generale dottoressa Laura Stanisci riprende momenti di musicoterapia, di attività programmate dall’educatore, le esperienze dei gruppi di cammino e la conseguente integrazione con il territorio, i progetti sociali sempre mirati ad uscite nei punti di ritrovo del paese e, naturalmente i momenti di festa. I nostri nonni hanno dimostrato di gradire questo genere di attività che pubblicate sulle principali piattaforme sociali li rendono protagonisti di tante visualizzazioni e consensi, che in gergo giovanile vengono chiamati “like”. «Quello che vogliamo sottolineare – spiega la dottoressa Stanisci – è che questo genere di video sono assolutamente funzionali al benessere dei nostri pazienti. Non sono “teatrini” preconfezionati, bensì lo specchio del sano divertimento, della convivialità e dell’empatia che si è sviluppata tra i nostri operatori ed i nostri pazienti. In un periodo storico poi in cui gli interni delle RSA vengono a volte ripresi dalla cronaca dei Tg nazionali a causa di episodi di maltrattamenti e/o abusi, noi invece dimostriamo che esiste un mondo diverso. La nostra RSA è differente con un approccio che mette l’anziano al centro della nostra progettualità sempre e comunque, al di là dei luoghi comuni e delle dicerie»