
Il contenuto emozionale degli eventi della vita quotidiana condiziona un ricordo duraturo. La memoria autobiografica ne è così parecchio influenzata. Le emozioni sono responsabili anche dello stato affettivo e condizionano il benessere individuale. C’è una parte del cervello che si chiama amigdala che contribuisce alla distinzione emozionale dell’evento e anche alla memoria emozionale. Il lobo frontale contribuisce alla percezione e alla discriminazione degli stimoli emozionali soprattutto nelle persone anziane nelle quali è maggior l’attivazione frontale indotta da un evento ricco di emozioni. Si distinguono emozioni primarie non consapevoli come gioia, tristezza, paura, rabbia, sorpresa, disgusto ; si tratta di famiglie di emozioni entro le quali si distinguono sfumature o sottigliezze, emozioni miste: diadi consonanti o conflittuali, dimensione temporale. La forza di un’emozione come la rabbia è descritta dalla sua risposta fisiologica clamorosa a livello cardiaco, polmonare, espressione facciale; dipendono dalla attivazione del sistema nervoso autonomo il controllo della risposta alle emozioni è cognitivo. Le emozioni secondarie sono quelle la cui espressione è modellata culturalmente, oppure emozioni primarie condizionate a stimoli appresi, oppure emozioni complesse, autoconsapevoli o sociali: vergogna, colpa, imbarazzo, disprezzo, timidezza, orgoglio. Quindi le emozioni secondarie sono tipicamente esistenziali, più legate alla cognitività, spesso associate fra loro (per esempio nostalgia, delusione e rimpianto). Con l’invecchiamento si verificano la “mancanza di parole per le emozioni”. In pratica non si è in grado di identificare i propri stati emotivi; manca la capacità di descrivere in maniera appropriata le proprie e le altrui emozioni. L’elaborazione cognitiva degli stimoli emozionali e una maggior competenza e motivazione emotiva inducono però a miglioramenti. Gli interventi sulle emozioni possono migliorare le condizioni esistenziali complessive dell’anziano (Fonte J Gerontol Psychol Sci 2010; 65B: 135-44). Il controllo cognitivo delle emozioni dipende da diversi fattori come capacità percettive, risposte alle emozioni anche correttive, informazioni, che consentono di compiere atti, azioni, gesti adeguati; se i meccanismi sono compromessi ci sono ripercussioni anche somatiche. Perciò, come facciamo nella nostra Rsa l’impegno è rivolto a creare benessere in un clima piacevole ed amicale in modo tale che i nostri pazienti possano, vivendo in un ambiente sereno, far riemergere emozioni positive che gli aiutino a stare meglio.