Ingannare la vecchiaia mantenendosi attivi come nella nostra RSA

Col passare dell’età si ha biologicamente una progressiva caduta del numero dei neuroni e una progressiva riduzione delle capacità di progettare e di elaborare i pensieri. In modo particolare la memoria a breve termine e quindi la capacità di memorizzare aspetti del presente. Così che gli eventi del passato lontano, tornano vivi, divengono centrali e ridondanti tanto da invadere l’esperienza del presente. In questa situazione, però, non si ha la perdita della processualità evolutiva e quindi anche della progettualità. La progettualità nell’anziano spesso cade, perché deve fare i conti con la possibilità e l’attuabilità dei progetti in una società che considera il tempo per l’anziano come elemento residuale. Per Klein: (Il tempo, la sostanza in cui è fatta la vita) «Quando si è giovani si tende a immagazzinare tanti ricordi”, spiega: “pensiamo a un bambino e al suo primo Natale: tra regali, luci e feste quel tempo gli sembrerà infinito. Da adulto, hai sperimentato le stesse cose tante volte. Niente del periodo natalizio è nuovo, quindi non si accumula ricordi. Ecco perché il tempo passa più veloce. È possibile “ingannare” questo meccanismo facendo qualcosa di diverso dal solito. Continuando a imparare, ad addestrare la mente. Imparando percepiremo più lentamente il trascorrere del tempo. Immagazzineremo ricordi come quando eravamo piccoli». Ed è proprio questo il fulcro dell’intervento socio assistenziale ed educativo – animativo che mettiamo  in campo nella nostra Rsa con i pazienti anziani: innanzitutto mantenere vive le potenzialità residue che ancora hanno. Tutto ciò vale a qualsiasi livello: da pazienti più compromessi con un livello di decadimento cognitivo importante, a quelli ancora discretamente orientati nello spazio e nel tempo, che, a maggior ragione, hanno bisogno di mantenersi attivi con varie offerte di interventi per tutti i gusti: dalla musicoterapia, all’arteterapia, alla green therapy, alla pet therapy, ed altro ancora. La vecchiaia quindi, prima di un decadimento biologico, è uno stile di vita imposto dagli altri che ai vecchi concedono uno spazio espressivo molto ridotto. Dalle osservazioni fino a qui fatte si può trarre l’ovvia conclusione che anche la fase “anziana” dell’esistenza individuale non solo ha un valore, ma che questo valore si inserisce in uno schema evolutivo, e quindi è un valore che deriva non solo da un rispetto “etico”, che già da solo sarebbe sufficiente, ma anche da motivi di carattere funzionale, finalistico ed evolutivo.

Leave a Reply

Your email address will not be published.*

RSA Ferrera Erbognone  Piazza Giordano Bruno Ferrera Erbognone (PV) | Powered by Advantis