
Una delle funzioni principali del supporto psicologico che effettua l’educatore ma anche tutto il gruppo socio sanitario ed assistenziale in una RSA è l’ascolto partecipe. Per aiutare un paziente anziano è fondamentale comprendere e per comprendere è necessario saper ascoltare. In ogni comunicazione interpersonale e specialmente in quella fra medico, Oss, educatore, fisioterapista, infermieri e l’anziano in difficoltà assumono una particolare valenza il tempo, la disponibilità e la capacità dedicati alla funzione dell’ascolto. Lo sviluppo, la qualità, l’efficacia di un’interazione, di uno scambio di messaggi, informazioni sul registro cognitivo e/o affettivo dipendono in gran parte dalle modalità di ascolto, di interesse che si pongono verso il racconto, le parole, le espressioni dell’anziano. Sono pratiche che nella nostra RSA di Ferrera vengono svolte quotidianamente. Più concretamente e approfonditamente si ascolta un anziano e maggiormente si è in grado di comprendere quanto egli ci sta dicendo in termini di motivazioni, aspettative riguardo al colloquio, di eventuali problematiche riferite — e anche quanto vi può essere di nascosto o inespresso nelle comunicazioni verbali e non. Un ascolto attento, sensibile può meglio chiarire la domanda (o le domande) che l’anziano ci rivolge, nelle sue forme esplicite e implicite, facilitare la comprensione dei contenuti esposti, delle modalità e strategie comunicative impiegate e consentire risposte più appropriate (Cristini, 2018). «L’ascoltare riflette un atteggiamento dell’animo umano, una tendenza all’aprirsi all’incontro con l’anziano, con le sue emozioni, le sue difficoltà, la sua storia, la sua diversità, le sue aspettative. Nelle relazioni di aiuto, come è specificamente la consulenza psicologica» (Di Fabio, 2002; 2003; Fulcheri & Torre, 2001) Specialmente nelle situazioni di sofferenza mentale l’ascolto è uno strumento irrinunciabile. È la qualità dell’ascolto a costruire e sviluppare una relazione propositiva, efficace di sostegno, a differenziarne valore e senso. Ma che cosa significa ascoltare un anziano? Che cos’è l’ascolto? Indubbiamente è una modalità, una funzione che richiede attenzione, interesse, partecipazione emotiva, comprensione della vicenda umana di una persona anziana, implica disponibilità a offrire un aiuto, il più adeguato possibile. L’ascolto non viene da sé, non cade dal cielo, ma lo si cerca e lo si impara, gradualmente. È un processo che si svolge nel tempo, è un’acquisizione continua, progressiva che si realizza attraverso l’esperienza relazionale tra operatore e paziente (Cristini, 2013).