
La presenza di declino cognitivo risulta essere fortemente associata al rischio di demenza, la quale rappresenta una vera e propria emergenza sanitaria, con elevati costi economici destinati ad aumentare nei prossimi anni. Poiché gli strumenti terapeutici volti alla cura di declino cognitivo e patologie neurodegenerative si sono dimostrati di efficacia limitata, si pone l’esigenza di ricercare e attuare tecniche preventive in grado di svolgere una funzione protettiva nei confronti del deterioramento cognitivo e delle patologie neurodegenerative. Da tempo sono note le influenze positive dell’attività fisica sull’organismo. L’esercizio fisico infatti migliora l’attività cardiovascolare, riduce il peso corporeo, aumenta la resistenza e le capacità prestazionali dell’organismo e ha un ruolo nella riduzione del rischio di patologie quali ipertensione, diabete di tipo II, osteoporosi e nella diminuzione della probabilità di infarto. Inoltre il praticare un’attività fisica migliora il tono dell’umore e ha effetti positivi su ansia, depressione e autostima. Negli ultimi venti anni sono stati condotti numerosi studi volti ad indagare la relazione tra esercizio fisico e invecchiamento cognitivo. I primi studi condotti su tale argomento, di tipo trasversale, evidenziarono un’associazione positiva tra punteggi ottenuti a test cognitivi e lo svolgimento di una regolare attività fisica. Il dato interessante fu che il semplice camminare per almeno un’ora e mezzo a settimana si tradusse in un miglioramento dei punteggi al Mini Mental State Examination. Tali risultati furono confermati negli studi successivi tenendo sotto controllo anche possibili variabili confondenti come età, livello d’istruzione, stato socioeconomico e di salute. Gli anziani che sono stati sottoposti a programmi di esercizi di intensità moderata hanno riscontrato miglioramenti delle funzioni neurocognitive. I benefici effettivi sono stati riscontrati non solo tra gli anziani cognitivamente sani, ma anche tra quelli patologici. L’esercizio fisico sembrerebbe in grado di attenuare deleterie conseguenze dell’invecchiamento quali l’atrofia della corteccia e dell’ippocampo e il declino delle funzioni di memoria. Per questo motivo nella nostra Rsa organizziamo durante tutto l’arco dell’anno, anche di inverno, quando ovviamente le condizioni metereologiche lo consentono, i cosiddetti “Gruppi di cammino” con i pazienti che vengono accompagnati fuori dalla struttura dalle nostre Oss e dai nostri Oss. Si tratta di passeggiate non impegnative alla portata di tutti solitamente indirizzate ad associare al benessere fisico anche quello psicologico con il contatto con il territorio e l’incontro – dialogo con i loro coetanei. Anche all’interno della struttura si svolgono le attività di psicomotricità e di deambulazione che sono fondamentali per il benessere degli anziani.