Indeterminazione e insicurezza, punti su cui lavorare con gli anziani

Nella vecchiaia si accentuano le caratteristiche della personalità e alcuni elementi positivi possono assumere carattere negativo: ad esempio la prudenza può trasformarsi in avarizia e diffidenza, l’attenzione alla propria salute in eccessiva ipocondria. Per contro si moderano alcuni tratti caratterologici dell’età più giovane, quali l’impulsività, il rigore verso gli altri, l’aggressività. L’esperienza, l’abitudine alle frustrazioni e un certo distacco dalle passioni contribuiscono ad un atteggiamento più paziente, un umore più stabile, una certa indipendenza dalle convenzioni e dai compromessi. «Un aspetto abbastanza caratteristico della vecchiaia è l’indecisione, l’indeterminazione, l’insicurezza. La vecchiaia è l’età dei dubbi, dei forse: la paura di sbagliare è grande, non solo per l’esperienza degli errori accumulati negli anni, ma anche perché, in caso di errore, non c’è più tempo per ricominciare. Il soggetto che invecchia elabora una disistima di sé alimentata da varie componenti, peculiari secondo la personalità: per alcuni sarà la decadenza fisica, per altri l’insicurezza, per altri ancora la compromessa immagine. I rapporti col passato sono fondamentali per comprendere l’assetto psicologico dell’anziano» (Fonte Salvatore Di Salvo “Depressione e invecchiamento”). Il passato è ad un tempo la sua ricchezza e la sua dannazione: ricchezza perché gli dà i vantaggi dell’esperienza e la possibilità di rifugio ideativo, dannazione perché i ricordi, i rimorsi, i rimpianti, possono soffocarlo. Nella vecchiaia è frequente la deformazione ottimistica degli eventi passati che si connotano di sentimenti piacevoli: quelli della prova superata, del traguardo raggiunto, dello scampato pericolo, della dimostrata capacità di sopportare le avversità. Si formano così accoppiamenti che costituiscono stereotipi culturali: passato uguale bene, presente uguale male, gioventù uguale felicità, vecchiaia uguale a dolore. A volte il passato è vissuto con prevalenti sentimenti di rimpianto riferite ad occasioni perdute, scelte errate, obiettivi mancati, iniziative che si dovevano intraprendere, decisioni che invece dovevano essere scartate. In molti casi il rimpianto non ha un contenuto preciso, ma assume i connotati della nostalgia, con la caratteristica mescolanza di malinconia e dolcezza, di aspetti positivi e negativi. Questi sono punti sui quali un team sanitario e socio assistenziale in una Rsa lavora con costanza e progettualità per poter dare rinforzi e risposte concrete a stati e condizioni di disagio che procurano sofferenza e stati di depressione. Tutto ciò nella nostra RSA di Ferrera è quotidianità protesi tutti sempre verso il miglioramento del benessere delle condizioni del paziente.

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