
Realizzare un percorso educativo centrato sulla persona equivale ad incrociare l’“essere che si è” (livello empirico) con l’“essere che si vorrebbe/dovrebbe essere” tenendo conto, in questo modo, della duplice configurazione del problema educativo. Quale spazio di considerazione trova, in una riflessione di questo tipo, il processo di invecchiamento? Occorre innanzitutto partire dalle recenti novità della psicologia dell’invecchiamento, che hanno messo in luce la necessità di superare la concezione negativa di invecchiamento come decadimento, disadattamento e perdita, a favore di un’immagine positiva di invecchiamento come realizzazione di sé, riadattamento e risorsa. La variabilità dello sviluppo umano, la disponibilità di spazi esistenziali per poter esprimere la propria creatività e la promozione delle potenzialità insite in ciascuno sono solo alcune sollecitazioni che la psicologia dell’invecchiamento pone alla riflessione pedagogica. Infatti, così come non è possibile individuare modelli psicologici evolutivi che siano validi per tutti, proprio per quella variabilità empirica di cui si diceva sopra, tanto più non è possibile progettare percorsi educativi che siano validi a livello universale, per il fatto stesso che la pedagogia ragiona secondo una logica precisa del “ciascuno” (Bertagna, 2004). Uno dei maggiori contributi della psicologia positiva alla pedagogia dell’invecchiamento è rappresentato dall’enfasi posta sui processi creativi, come espressione e realizzazione delle potenzialità insite in ciascuno. In particolare, «l’espressione creativa in età senile può influenzare la qualità del processo di invecchiamento, sollecitare nuovi interessi e impegni, modificare il senso della quotidianità e dei giorni a venire. La creatività è l’essenza di ogni persona» (Citazione Ivi). Il riconoscimento della natura sostanziale, e non dovuta al caso, della persona umana è garanzia della sua totale sacralità, anche nei casi di gravi disabilità, demenze, perché, come scriveva Sant’ Agostino, «la persona è un mistero ed è unica». Di conseguenza anche la pedagogia dell’invecchiamento deve fare tesoro del fatto che «l’ultima saggezza si snoda tra senso del valore e senso abissale di un possibile nulla» (Citazione R. Guardini, “Le età della vita. Loro significato educativo e morale”) Calando tutte queste riflessioni nella realtà della nostra RSA di Ferrera, il nostro team è sempre proteso a far emergere in ognuno dei nostri pazienti gli elementi di positività che scongiurano l’isolamento, la depressione e sviluppano un sano senso di comunità e di senso comune di condivisione creativa.