
L’abilità di pensare in maniera divergente risulta preservata in qualsiasi fascia d’età. Tuttavia, nella fase di invecchiamento, l’individuo si trova a vivere in un contesto sempre più sfidante, dovendo affrontare una serie di cambiamenti legati soprattutto al suo funzionamento cognitivo. Il pensiero creativo e la flessibilità mentale, favorendo la capacità di trovare nuove ed efficaci strategie per affrontare le costanti sfide quotidiane, influiscono positivamente sul benessere e sull’autonomia nel soggetto anziano, sostenendo quello che viene definito un invecchiamento di successo. L’obiettivo di noi operatori sanitari, sociali e socio assistenziali è quello di indagare il possibile ruolo della creatività nella promozione di un invecchiamento attivo attraverso una preparazione che stimoli e potenzi le abilità di pensiero creativo, in particolare di pensiero divergente, e la flessibilità cognitiva. I risultati ottenuti da diversi esperti del settore ed anche da noi nella nostra RSA suggeriscono che stimolare il pensiero creativo produca dei benefici nell’anziano, contribuendo al mantenimento di un buon funzionamento cognitivo, un buon grado di autonomia e di benessere psicologico. In particolare, il potenziamento dei processi alla base del pensiero sembra avere effetti a breve termine sul benessere e a medio termine sul funzionamento cognitivo, migliorando le capacità di adattamento ai cambiamenti legati all’invecchiamento e la flessibilità nell’utilizzo di strategie nuove e funzionali. In questo contesto più importante che mai è terapia cognitivo comportamentale. Tale approccio invoca una complessa relazione tra emozioni, pensieri e comportamenti evidenziando come i problemi emotivi siano in gran parte il prodotto di credenze disfunzionali che si mantengono nel tempo, a dispetto della sofferenza che il paziente sperimenta e delle possibilità ed opportunità di cambiarle, a causa dei meccanismi di mantenimento. La teoria di fondo, sottolinea l’importanza delle distorsioni cognitive e della rappresentazione soggettiva della realtà nell’origine e nel mantenimento dei disturbi emotivi e comportamentali. Ciò implica che non sarebbero gli eventi a creare e mantenere i problemi psicologici, emotivi e di comportamento, ma questi verrebbero piuttosto largamente influenzati dalle strutture e costruzioni mentali dell’individuo. È su quelle che dobbiamo lavorare affinché il paziente acquisisca la consapevolezza della sua unicità e delle potenzialità cognitive che come ognuno di noi, come anche lei/lui ha insite in sé.