Curare significa produrre “Ben- essere”

I bisogni delle persone anziane, non hanno solo una valenza biologica, ma nascono anche da bisogni psicologici ai quali vanno date risposte adeguate, altrimenti ne conseguono importanti danni alla salute. Pensiamo ad esempio a quanta sofferenza possa provocare negli anziani dopo il pensionamento l’essere deprivati di un ruolo sociale o, per chi vive nelle Residenze sanitarie assistenziali, essere costretti ad accantonare parte della propria libertà e dover giocoforza adeguarsi alle decisioni altrui per esigenze di organizzazione della struttura.  In questi casi, ed è quello che viviamo anche nella nostra Rsa a volte disagio del paziente all’ingresso, avviene spesso inconsapevolmente, perché viene considerato solo come portatore malattia fisica del corpo, anziché come soggetto di bisogno affettivo, relazionale, psicologico che i congiunti o i caregiver non soddisfano, ma magari tendono a minimizzare o a reprimere e mascherare. Quindi, ovviamente sono importanti le cure medico infermieristiche, quando necessario il ricorso agli esami clinici, il ricovero in ospedale, la somministrazione dei farmaci, ma non è tutto. Oltre a ciò “Curare” significa innanzi tutto produrre “ben-essere” nelle persone e assolvere ad un compito che, specie per il personale educativo e socio assistenziale è quello che si vuole fare nell’ambito della nostra Rsa ed Rsa aperta con il tentativo di “demedicalizzare” i disturbi degli anziani e risolvere il disagio, dove possibile la psicologia con terapie non farmacologiche che possano dare un loro un contributo fondamentale. I “fatti mentali” in ambito gerontologico, a seconda dei casi, possono assumere concretezza nelle funzioni e nelle capacità cognitive dell’individuo (come nel caso delle demenze), oppure nei suoi vissuti, modelli relazionali e risposte comportamentali. Sempre per l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), lo stato di salute è anche una buona qualità di vita ossia: «La percezione che gli individui hanno della loro posizione nella vita nel contesto della cultura e del sistema di valori in cui vivono, in relazione alle loro finalità, aspettative, modelli e preoccupazioni». L’Invecchiamento in proiezione futura deve essere considerato solo una nuova fase della vita. In questo senso entrano in ballo competenze, opportunità, vincoli nel progettare la propria storia personale; creatività e umorismo nell’invecchiamento; come intervenire efficacemente con le persone con demenza e come sostenere i caregiver. Infine, ma non per ultimo crescere da anziani: cioè attivare risorse per stili di vita sostenibili con trattamenti psicologici e terapie non farmacologiche

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