Lo stress nei pazienti anziani ed i problemi di insonnia

Nelle persone anziane, la capacità di superare lo stress quotidiano è inferiore a quella che avevano quando erano giovani. Il corpo di una persona anziana funziona bene fintanto che non è sottoposto a grandi sforzi, e lo stress lo è, da un punto di vista sia fisico che mentale. È molto probabile che nella stessa situazione stressante, una persona anziana crolli prima di una persona giovane, poiché il corpo è influenzato dall’età stessa e la percezione dello stress è solitamente maggiore nelle persone anziane. Quando si verifica una situazione di stress, il corpo è in allerta per superarla, ma in condizioni normali il corpo ritorna allo stato iniziale più o meno rapidamente quando la situazione di stress è passata. Nelle persone anziane sembra che questo meccanismo si attivi più facilmente e sia molto più lento a disattivarsi, quindi sono sottoposte a più stress in generale. Se a questa normale caratteristica del processo di invecchiamento aggiungiamo la situazione sociale che queste persone devono vivere molto spesso (in modo particolare la solitudine), vediamo che la vulnerabilità dell’anziano allo stress è molto importante. Lo stress e l’ansia provocano poi anche l’insonnia notturna con una modifica sostanziale del ritmo sonno – veglia. In pratica gli anziani tendono a dormire poco di notte e a volte troppo durante il giorno. Molte persone anziane riferiscono infatti che il loro sonno è molto più leggero rispetto a quando erano più giovani, hanno difficoltà ad addormentarsi e si svegliano più spesso di notte. «Ciò è, in parte, dovuto al fatto che il sonno profondo, che è ciò che facilita l’apprendimento e lo sviluppo del cervello, non è così necessario nelle persone anziane, quindi è meno frequente. A questo bisogna aggiungere il fatto che i dolori articolari associati a patologie croniche, l’aumentato bisogno di urinare o altri problemi legati all’età, fanno sì che la persona si svegli maggiormente di notte e sia più consapevole di essere sveglia» (Fonte magazine igeacps.it) Questa situazione può causare un’enorme preoccupazione nella persona che ne soffre, poiché sente di non poter riposare bene come prima. Dobbiamo tenere presente che è un processo normale a cui sono sottoposte i pazienti anziani anche nella nostra Rsa e che, quindi, quello su cui bisogna lavorare è stabilire una nuova routine del sonno: probabilmente è consigliabile che, durante il giorno, si facciano fare solo brevi sonnellini energetici per riposare la mente e il corpo dopodiché l’anziano con interventi di stimolazione psico – fisica da parte del team socio sanitario ed assistenziale si terrà ben desto ed attivo.

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