Ristrutturazione cognitiva, validazione, reminiscenza e rimotivazione del paziente anziano

Da diversi studi effettuati da geriatri e specialisti del settore è emerso che l’anziano fa fatica a capire quale possa essere il punto di vista dell’altra persona; questo potrebbe comportare delle ripercussioni negative sulle relazioni interpersonali, diventando terreno fertile per discussioni ed incomprensioni (Fonte Lecce et al., 2010). Alla luce di ciò, possiamo comprendere che l’invecchiamento risulta essere un processo multidimensionale, caratterizzato da un inevitabile progredire dell’età che comporta un cambiamento a livello bio-psico-sociale e con una maggiore vulnerabilità a malattie e demenze (entrando così nel campo della neuropsicologia, un ramo della psicologia che si occupa di valutazione e trattamento riabilitativo delle funzioni cognitive implicate e deficitarie) ma anche da un benessere psicologico, possibile grazie al riconoscimento e potenziamento delle risorse personali disponibili nell’anziano, concepito come parte attiva di questo processo (De Beni, 2009). Se i pensieri dell’anziano dovessero puntare principalmente su aspetti negativi relativi alla propria vita passata e quella attuale (condizione psicofisica, rammarichi e rimorsi, percezione del tempo che scorre sempre più velocemente e il timore della morte), ciò diventerebbe un fattore di rischio per un abbassamento dell’umore o aumento dell’agitazione che, se non capiti in tempo, possono portare alla depressione o ai disturbi d’ansia. Un anziano che può godere del sostegno e dell’aiuto degli operatori socio sanitari all’interno di una Rsa come la nostra, nonché di una vicinanza da parte dei parenti o del caregiver sarà una persona che potrà manifestare un maggior benessere psicologico percepito, con una ripercussione positiva su ogni aspetto della vita. L’educatore professionale porrà in essere oltre all’intrattenimento ed al dialogo personalizzato anche tecniche focalizzate sulla ristrutturazione cognitiva processo che permette di elaborare pensieri più vicini alla realtà e non distorti dalla propria visione e, quelle comportamentali, sul monitoraggio delle attività piacevoli. Inoltre si può intervenire su tre aspetti con la terapia della validazione, cioè avendo un approccio empatico  rispetto alle emozioni messe in campo da parte dell’anziano principalmente nel qui e ora, relative agli eventi vissuti. Si utilizza quindi la terapia della reminiscenza, cioè rievocare, assieme all’anziano, ricordi positivi per migliorare il tono dell’umore, la memoria e la terapia della rimotivazione, portandolo a discutere di argomenti salienti che si presentano nell’attualità per stimolare l’interesse verso l’esterno e per mantenere attiva la capacità di elaborazione di informazioni,  di confronto e di opinioni personali.

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