La scrittura, una terapia cognitiva che fa molto bene anche ai pazienti anziani

Per alcuni artisti, lo spirito creativo li ha aiutati a superare, a ridurre o a contenere difficoltà, problemi di salute; per altri il desiderio, la motivazione di portare a termine la loro opera, a sviluppare e completare un’ispirazione artistica li ha spinti a lavorare fino all’ultimo, malgrado le malattie, il progressivo indebolimento fisico (Cesa-Bianchi, Cristini, 2009). Da vecchi è sempre possibile imparare, aprirsi alle novità, scoprire altri itinerari del pensiero e del sentimento. Le potenzialità creative consentono di rinnovarsi, di imparare sempre, a volte di inventarsi la vita, anche in longevità. Ciò che dà senso e forza all’esistenza non si modifica, in senso negativo, con gli anni, ne trae spesso un maggior arricchimento. I processi affettivi e creativi rappresentano fattori determinati per invecchiare positivamente, per procedere con fiducia e serenità verso nuove esperienze. Vi sono una storia e un invecchiamento per ogni persona, leggi generali che delineano l’architettura, l’espressione della natura umana e percorsi individuali di apprendimento, conoscenza, creatività. Come abbiamo detto sono numerose le aree di espressione creativa – come le ricerche hanno rilevato (Cesa-Bianchi, 2002; Cesa-Bianchi et al., 2009; Cristini et al., 2011; Cesa-Bianchi, Cristini, 2012; Cesa-Bianchi et al., 2013) – attraverso le quali le persone anziane possono manifestare, realizzare qualcosa di sé del proprio mondo interiore. Oltre al disegno ed alla pittura di cui abbiamo già parlato un’altra forma di arte che alcuni pazienti anziani coltivano che è la scrittura. Scrittura (poesie, racconti, diari, articoli, raccolta di proverbi e aneddoti): quale posto è riservato alla poesia, all’espressione artistica di un sentimento? Gli affetti sono spesso svalutati, considerati elementi di fragilità. Stessa sorte sembra essere destinata all’ispirazione poetica, ritenuta un’attività evasiva, poco incisiva e concreta. La vena e il talento artistico dei poeti nascono dal gusto estetico inteso anche come ricerca di un equilibrio interiore. Un falso luogo comune indica poi il fatto che un anziano si inaridisca dimenticandosi sentimenti, emozioni e passione. Si tratta invece di stereotipi. La cronaca attuale ci parla infatti spesso di adolescenti e giovani molto più aridi e anaffettivi rispetto agli anziani capaci invece di un cuore nobile e di sentimenti di rispetto ed amore dai quali noi tutti operatori socio sanitari ed assistenziali, a volte abbiamo tanto da imparare. “Il bello è il simbolo del bene morale”, scriveva Immanuel Kant. I componimenti poetici scaturiscono da una peculiare sensibilità, dalla capacità di cogliere con immediatezza e intensità le componenti basilari ed essenziali della vita, dalla possibilità di trasmettere attraverso la parola scritta, il senso delle esperienze, positive o negative. Per cui, anche se ovviamente la scrittura è una terapia occupazionale fattibile solo con pazienti che hanno conservato un buon livello cognitivo, è senz’altro da incoraggiare.

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