La massimizzazione delle risorse disponibili del paziente anziano

L’avanzare dell’età come abbiamo avuto più volte modo di sottolineare comporta degli importanti cambiamenti a livello cognitivo, emotivo e comportamentale. Grazie ai passi avanti nel campo della medicina e di una migliore qualità della vita, gli anni di longevità sono aumentati portando ad un ampliamento della fase della vecchiaia. L’invecchiamento è stato spesso considerato solo come un periodo di vita legato al declino della funzionalità del corpo, a deficit cognitivi, malattie e decadimento delle funzioni neuropsicologiche (attenzione, memoria, linguaggio, funzioni esecutive), senza considerare l’altro risvolto della medaglia riguardante la valorizzazione degli aspetti positivi dell’avanzare dell’età. La capacità di comprendere e riconoscere lo stato mentale dell’altro (cosa stia pensando o provando l’altro e perché, sulle basi degli elementi a disposizione) e le situazioni sociali, dagli studi è emerso che l’anziano faccia fatica a capire quale possa essere il punto di vista dell’altra persona; questo potrebbe comportare delle ripercussioni negative sulle relazioni interpersonali, diventando terreno fertile per discussioni ed incomprensioni (Lecce et al., 2010). Se i pensieri dell’anziano dovessero riguardare principalmente aspetti negativi relativi alla propria vita passata e quella attuale (condizione psicofisica, rammarichi e rimorsi, percezione del tempo che scorre sempre più velocemente e il timore della morte), questo diventerebbe un fattore di rischio per un abbassamento dell’umore o aumento dell’agitazione che, se non capiti in tempo, possono portare alla depressione o ai disturbi d’ansia. In questo contesto si inserisce il modello della terapia comportamentale che si basa sullo sfruttare il residuo di elasticità e flessibilità mentale presente nel paziente anziano.  Infatti, riuscire ad essere flessibili rispetto alla realizzazione dei propri obiettivi o agli ostacoli che si prospettano nella vita, risulta essere un’ottima capacità nel fronteggiare le problematicità, col fine di massimizzare le risorse disponibili per minimizzare le criticità che si possono incrociare nel corso del tempo. Gli autori elaborano il modello, composto da selezione, ottimizzazione e compensazione. La capacità è quella da parte dell’anziano di individuare gli obiettivi possibili da raggiungere (esempio ritornare dopo tanto tempo a fare piccoli passi con il girello abbandonando la carrozzina, tornare ad avere un minimo di buon umore). La compensazione è imperniata sul trovare strategie adatte (esempio pensieri positivi, forza di volontà). L’ottimizzazione è il raggiungimento del risultato con conseguente aumento di autostima del paziente stesso.

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