Ogni anziano in difficoltà ha l’esigenza essenziale di essere ascoltato

Molti anziani con problemi di salute e di autonomia, desiderano esprimere, comunicare i motivi del loro malessere, l’angoscia e il dolore, ma anche la fiducia e la speranza, vogliono parlare di sé, di ciò che pensano e provano (Cesa-Bianchi, 2002, Cristini & Cesa-Bianchi, 2000), a volte attraverso un linguaggio da interpretare, in particolare nelle situazioni di declino cognitivo e affettivo (Cristini, 2018). Ogni anziano in difficoltà ha l’esigenza essenziale di essere ascoltato, compreso e aiutato: ecco il fine ultimo dell’intervento psicologico – educativo sull’anziano. Non è sempre possibile, ancor più nell’anziano, tracciare una linea di confine fra disturbi somatici e psichici. Peraltro, ogni persona reagisce complessivamente a situazioni di stress e di dolore, fisico o mentale; e nella condizione clinica che ne può derivare, i diversi sintomi risultano spesso interdipendenti e integrati (Cesa-Bianchi & Cristini, 2014). Alla fragilità dell’anziano si accompagnano in molti casi un senso di malessere, sogni irrealizzati, delusioni, difficoltà relazionali, inquietudini, minore autonomia. La storia e il vissuto dell’anziano improntano spesso la sintomatologia, che diviene pertanto il risultato degli effetti del processo innaturale, della situazione ambientale, delle caratteristiche di personalità, delle esperienze e dello stile di vita. In vecchiaia si possono determinare varie sofferenze: ansia, depressione, apatia, declino cognitivo insorgono e si confrontano tra mondo interiore e ambiente relazionale. Sono espressioni cliniche che connotano il disagio, il dolore dell’anziano e richiedono una peculiare sensibilità umana e professionale. La comparsa e lo sviluppo di una condizione di fragilità e disadattamento dipendono anche dalla vita trascorsa e dal contesto nel quale l’anziano è inserito. L’incremento della fragilità non si traduce necessariamente in disfunzione o in malattia, ma suggerisce maggiori precauzioni, una più attenta prevenzione, tramite in particolare l’ascolto e il sostegno emotivo e l’intervento di consulenza educativo-psicologica. In questa ottica l’osservazione in una realtà come la nostra Rsa è sempre molto importante e fondamentale anche solo per il semplice ottenimento di un clima favorevole in cui il paziente anziano si senta come in famiglia. Anche quando l’anziano non esprime esplicitamente i suoi pensieri e non dialoga con i suoi coetanei o con gli operatori, attraverso la mimica facciale ed il cosiddetto linguaggio non verbale l’educatore e/o lo psicologo possono comprendere la sua condizione psico fisica.

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