Lo stato d’animo di chi invecchia e l’essere propositivi da parte degli operatori sanitari

Invecchiare può essere vissuto con uno stato d’animo del tutto diverso da persona a persona: tutto dipenderà dal proprio carattere, dai legami con le persone che ci circondano, dalla propria condizione fisica e mentale. Un soggetto con difficoltà motorie, non autosufficiente, oppure affetto da una patologia degenerativa, potrebbe guardare al futuro e alla propria quotidianità con pessimismo; ma potrebbe anche avere accanto a sé una rete assistenziale che lo sostiene ogni giorno, dandogli la forza di affrontare le difficoltà. Una persona senza gravi problemi di salute, completamente autosufficiente sia dal punto di vista fisico sia economico, potrebbe invece vivere la propria quotidianità con maggiore serenità e autonomia; ma non per questo potrebbe soffrire meno la solitudine anche se si trova all’interno di una Rsa con altri pazienti e personale che cerca in maniera sempre professionale di provvedere alle sue necessità. Uno dei principali fattori che incide sulla qualità della vita della persona anziana, e che di conseguenza può spingerla a lasciarsi andare, è il suo stato di salute. Un paziente affetto da patologie degenerative oppure che ne limitano gravemente l’autosufficienza, potrebbe non vivere serenamente la propria quotidianità, perdere la fiducia nel futuro, non sentirsi utile e convincersi di essere un peso per gli altri, in particolare per chi lo assiste. Preso dallo sconforto, potrebbe arrivare addirittura a rifiutare cure e assistenza. E questo può accadere sia in una situazione di piena coscienza del soggetto, sia in persone affette invece da demenza senile, anche di lieve entità. Specialmente in quest’ultimo caso, potrebbe risultare davvero difficile dialogare con il soggetto, capirne lo stato d’animo ed evitare che si lasci andare. Quando si è anziani si fa anche più frequente la perdita di amici e parenti. La sensazione di impotenza di fronte a questi avvenimenti può essere davvero grande e l’isolamento e la tristezza che ne possono derivare potrebbero indurre la persona anziana a non prendersi più cura di sé. Cosa fare allora? Partendo dal presupposto che nessuno (ovviamente) ha la bacchetta magica, l’atteggiamento di base che tutti gli operatori sanitari dovrebbero avere lavorando con gli anziani è sempre quello di essere disponibili nel caso in cui la persona abbia bisogno di aiuto, ma soprattutto è importante confrontarsi con chi si occupa di aspetti comportamentali per capire come affrontare la situazione e non risultare troppo invadenti, con il rischio che la persona si senta un peso per chi la circonda. Un atteggiamento costruttivo e propositivo si rivela spesso come chiave di volta per lavorare bene con gli anziani che non si devono sentire un peso ma risorse che hanno ancora tanto da dare soprattutto a livello esperienziale e di “scuola di vita”.

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