Come motivare un paziente anziano nelle piccole attività quotidiane

Stabilire un rapporto con una persona in là con gli anni, può non essere semplice: bisogna essere in grado di sostenere in modo attivo i caratteristici bisogni fisici e psicologici del paziente specialmente in una Rsa. Vivere in armonia ad una certa età, infatti, rende necessario mantenersi attivi sia fisicamente che mentalmente, attraverso attività che incoraggino costantemente la motivazione. In queste righe proveremo a sviscerare alcune conoscenze utili ad allontanare gli stati depressivi nell’anziano, favorendo un invecchiamento sereno. Per cominciare, i primi ad essere motivati dobbiamo essere proprio noi. Alla luce di tutto ciò un atteggiamento positivo ci permetterà senz’altro di partire con il piede giusto. Partire sconfitti, di contro, è il primo passo verso il fallimento. Tale postulato che vale in generale, nell’anziano si traduce spesso negli alibi dovuti all’età che avanza. Queste persone, infatti, tendono spesso ad attribuire i propri insuccessi ad elementi impossibili da governare. Si dimenticano le cose perché “si è vecchi” o perché si è vittime di uno stereotipo negativo? «Alcuni studi scientifici condotti sugli anziani dimostrano come l’esposizione a messaggi che mettano in evidenza un declino delle loro funzioni cognitive di pari passo con l’età porta a diminuire la loro prestazione in un esercizio di memoria» (Motivazione eleliftmontascale.it/psicologia-anziano). Per questi motivi un primo step per chi segue l’anziano è quello di incoraggiare ad una visione più positiva legata all’invecchiamento, per ottenere delle ripercussioni notevolmente positive sulle prestazioni. Alla luce di quanto detto, la strada per trarre il meglio da una persona anziana passa specialmente attraverso un ambiente che favorisca questa motivazione. Pertanto saranno fondamentali i nostri comportamenti, e soprattutto gli effetti che questi scaturiscono nell’altra persona. Dovremo porre l’accento sul modo in cui interpretiamo i suoi successi o insuccessi e sulle reazioni che forniamo in relazione ad essi. Ad esempio, se lo indurremo a pensare che non sia capace di portare a termine un determinato compito, probabilmente lui stesso si autoconvincerà di non esserlo: questo è tra i primi fattori che potrebbe predisporre l’anziano alla depressione, peggiorando il suo stato di salute. Per questo è fondamentale supportare la sua autonomia, instaurando in lui dei pensieri motivanti. Per far mantenere all’anziano un certo grado di autonomia anche in Rsa (e nella nostra è una pratica che attuiamo sempre) è importante non sostituirsi a lui: un approccio costruttivo può essere suggerirgli delle strategie efficaci, in modo tale da incoraggiarlo ad avere un’immagine di sé come una persona utile, capace ed efficace nonostante gli anni che avanzano. Una pratica semplice e molto utile è quella di incoraggiarlo a mettersi il bavaglino di protezione per non sporcarsi prima dei pasti. Molti anziani cognitivamente attivi vogliono “sentirsi utili”: identificare e introdurre argomenti o attività di conversazione in cui l’anziano può sentirsi desiderato e necessario, ad esempio chiedendo un consiglio o un’opinione su questioni pratiche.

Leave a Reply

Your email address will not be published.*

RSA Ferrera Erbognone  Piazza Giordano Bruno Ferrera Erbognone (PV) | Powered by Advantis