
Con l’incidere del tempo la confusione mentale dei pazienti anziani diventa una sindrome caratterizzata da un’evidente alterazione psichica e da perdita, più o meno grave, dello stato di coscienza, a cui si aggiunge una riduzione totale o parziale della capacità di attenzione e concentrazione. Si possono distinguere tre tipologie di confusione mentale. Parliamo di confusione ipoattiva dove il paziente evidenzia torpore e sonnolenza o altri disturbi del sonno come la narcolessia, ovvero attacchi di sonnolenza diurna, lentezza nei movimenti; allucinazioni visive ed uditive; lentezza nel formulare le parole e altre alterazioni del linguaggio; riduzione della capacità di concentrarsi e di formulare un pensiero con difficoltà di comprensione di comandi o istruzioni. C’è la confusione poi Iperattiva quando la persona appare irrequieta e agitata, con gesti che possono essere aggressivi verso il mondo circostante. Non è infrequente notare anche allucinazioni di tipo visivo e uditivo. Incapacità di compiere gesti abituali o meno. C’è poi lo stato di confusione mista. Non si tratta di una situazione definibile in modo netto ma, piuttosto, della coesistenza di entrambe le componenti sopra menzionate. Spesso, chi soffre di questo tipo di patologia, non è consapevole dello stato in cui si trova né degli atteggiamenti che sta mostrando. In generale, i sintomi a cui prestare attenzione includono la mancata comprensione di cose semplici e quotidiane, come leggere l’ora o sapere che giorno della settimana. La difficoltà nel percepire correttamente tempo e spazio è un chiaro campanello d’allarme. Tra le principali cause dello stato di confusione mentale negli anziani, il naturale processo di invecchiamento dell’organismo gioca sicuramente un ruolo primario. A prescindere dal motivo scatenante, la confusione mentale negli anziani appare sempre con sintomi chiari, anche se all’inizio possono essere mal interpretati. Il quadro più diffuso include disorientamento e caos, con possibili comportamenti agitati o, al contrario, passivi e assenti. Il soggetto appare incapace di effettuare una distinzione dello spazio e del tempo, per cui fatica a riconoscere ambienti famigliari oppure a distinguere lo scorrere dei giorni. Per ridurre il verificarsi di questa condizione, vivere in un ambiente quieto e sereno è certamente indicato, dal momento che un contesto rilassato può aiutare a ridurre possibili fonti di stress. Strumenti come la musicoterapia e la stimolazione cognitiva possono fare la differenza coniugando la creazione di un momento rilassante insieme ad un’attività cerebrale di notevole rilevanza. L’attività fisica infine, con psicomotricità, cyclette e camminate è un ulteriore elemento a cui si deve prestare attenzione, dal momento che restare in movimento non fa bene solo al corpo, ma contribuisce anche a mantenere una mente sana.