
La conversazione mantiene attivo l’anziano e lo protegge dall’isolamento sociale. Con questo contributo vogliamo far riflettere su quanto possa essere importante garantire ai nostri pazienti anziani delle occasioni di confronto e di “chiacchiera libera”. Si tratta di una metodologia di grande rilevanza e che coinvolge tutte le figure professionali che operano all’interno di una Rsa come la nostra. «Parlare con qualcuno è già relazione. Possiamo aiutarli a riscoprire il piacere della conversazione, sollecitandoli con alcune domande, dimostrandoci sinceramente interessati, ma soprattutto ascoltandoli. Considera per loro la parola come nutrimento personale ed emotivo. Sappiamo quanto siano importanti i bisogni fisici di base per la salute dei nostri pazienti, ma l’interazione è comunque fondamentale per evitare che gli anziani soffrano di solitudine o si abbandonino a risvolti depressivi» (Cit. Claudia Campisi stateofmind.it). Secondo il National Institutes of Health, ripreso da Rafnsson e colleghi (2017), l’isolamento sociale e la solitudine comportano, pertanto, rischi più elevati sulle varie condizioni fisiche e mentali, tra cui l’ipertensione, le malattie cardiache, l’obesità, l’immunodeficienza, gli attacchi di panico, la depressione, il declino cognitivo, l’Alzheimer e persino la morte. Le interazioni diventano un fattore protettivo per tutte le sfere personali dei nostri anziani, non esclusivamente quella relazionale. Comunicare correttamente con gli anziani rappresenta già un modo per prendersi cura di loro sotto ogni aspetto. A volte la conversazione rappresenterà l’unico strumento per verificare che stiano bene, stiano seguendo correttamente la terapia farmacologica, non tendano ad isolarsi. Le risorse principali che possiamo adoperare sono: l’ascolto, l’empatia e una comunicazione caratterizzata da domande aperte e riformulazioni del concetto. È poco efficace sicuramente una chiacchierata mentre si è impegnati a fare altro. Invece, prendi una sedia, accomodati insieme al tuo anziano e parla in modo chiaro e diretto in modo che ascolti ciò che stai dicendo e possa vedere le espressioni del tuo viso; così puoi vedere anche come sta recependo il messaggio e se ti risponde in modo pertinente. Le domande stimolanti devono essere semplici, cordiali e che riguardano gli interessi e la vita dei nostri pazienti che hanno sempre tanto da raccontare: esperienze di vita vissuta che spesso rappresentano piccole perle di saggezza e sono di esempio anche per la nostra quotidianità.