Vecchiaia mentale e fisica ed interventi progettuali

Con la vecchiaia che può essere mentale e fisica, il team socio – sanitario ed assistenziale nell’ambito di una Rsa come la nostra deve osservare e maturare un intervento progettuale di cura dei pazienti per arginare alcune problematiche che si presentano in ordine graduale, poco per volta o tutte insieme. Parliamo dell’esperienza della perdita, della separazione, del dolore e della morte sia fantasmatica, che reale. L’individuo vive una transizione e poco per volta deve spogliarsi del ruolo che aveva ricoperto nel contesto familiare e sociale, deve confrontarsi con il continuo mutamento delle sue potenzialità, con l’esperienza della disabilità e col pensiero della morte. Una transizione avvolta in un dolore che diventa somatizzazione. Si tratta a volte di un dolore che colpisce una persona specifica inserita in una trama sociale, culturale e affettiva; un dolore che si inscrive entro una trama storica personale, con una trama di frammenti che parlano il linguaggio della matrice familiare e che plasmano la mente in una sorta di trasposizione – proiezione sugli altri del peso delle sue problematiche. Nell’anziano, l’idea di separazione, intesa come lacerazione e perdita, può condurre a una congestione delle capacità di elaborazione del lutto, che può riflettersi sullo stato di salute del senso di sé (smarrimento – depressione). Il grado di destabilizzazione a cui l’anziano è esposto, può condurlo, infatti, a una riorganizzazione sistematica del proprio modo di essere, oppure, addirittura a uno sfaldamento identitario, cioè del concetto di sé.  Dobbiamo sempre e comunque considerare che l’anziano si pone come il custode delle memorie familiari ed in generale delle memorie storiche del nostro paese come il crocevia da cui si dipartono le intricate trame generazionali. Proprio su questo aspetto noi andremo ad incidere con il nostro intervento di stimolazione cognitiva volto a salvaguardare la memoria residua e le capacità di svolgere una attività anche piccole per mantenere le proprie capacità mentali spesso compromesse dai vari gradi di demenza senile. L’invecchiamento si connota, quindi, come un processo complesso in cui biologia e cultura si intrecciano e che conduce a una nuova configurazione dell’esser-ci dell’individuo. Una condizione transitoria molto importante sulla quale bisogna porsi in maniera sistematica e con la giusta progettualità non lasciando nulla al caso.

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