
La demenza senile a corpi di Lewy è nella maggior parte dei casi la causa delle fissazioni mentali negli anziani. I soggetti affetti da fisime pensano di essere perseguitati oppure sono sicuri di essere stati derubati da chi li circonda. Il disturbo mentale non permette più di riconoscere il processo causa-effetto e hanno difficoltà con le connessioni. Infatti tendono ad inserire le loro esperienze negative in un contesto per loro logico, in particolare se affetti anche da allucinazioni. Contraddirli non porta a risoluzione, anzi convincerli o provare a spiegare che la situazione raccontata non è reale ma frutto dell’immaginazione più solo peggiorare la fissazione. «Spesso si tende a confondere la fissazione con il disturbo ossessivo compulsivo (definite con l’acronimo DOC) e viceversa, ma sono due disturbi diversi. Nel caso delle DOC il soggetto affetto avverte una vera e propria necessità incombente di eseguire quell’azione che va assolutamente assecondata senza sé e senza ma» (ausililife.it). Le fissazioni invece sono più come un’abitudine, una mania dell’anziano che non causa l’esigenza opprimente di rispondere ai pensieri fatti, ma semplicemente di attuare quell’azione per essere più tranquilli e sereni. Infatti le ossessioni compulsive condizionano la giornata in tutte le azioni, tanto da far passare in secondo piano relazioni e attività semplici. Le manie invece non giungono fino a questo punto, non invalidando del tutto la vita dell’anziano. Le fissazioni mentali sono spesso uno dei sintomi della demenza senile, a volte accompagnati anche da illusioni sensoriali, ovvero le allucinazioni. La decadenza cognitiva ed il progressivo invecchiamento del cervello provocherà un incremento dei disturbi con il passare del tempo. Nelle Rsa come la nostra in che maniera dobbiamo comportarci di fronte a simili patologie che molti pazienti presentano? Un atteggiamento di tensione, rabbia ed ansia non porta ad alcun beneficio. L’uso di farmaci viene attuato dopo un’accurata visita neurologica. Un po’ di attività fisica può ridurre la tensione e l’aggressività del paziente. Una passeggiata all’aria aperta come facciamo noi quando accompagniamo i nostri pazienti all’esterno con il progetto sociale. Molto importanti sono anche due passi in giardino perché mantiene anche allenato l’equilibrio e la mobilità articolare.