Demenza senile e l’intervento assistenziale offerto dalla Rsa aperta

Può accadere che tutto quello che si è acquisito nel corso della propria vita, cominci a poco a poco a perdersi all’interno della nostra memoria, e gradualmente ci si dimentica di cosa si sa fare, cosa si conosce e perfino chi si è: questo è quello che i medici chiamano demenza. Spesso si parla di demenza utilizzando termini quali senilità o demenza senile, per la convinzione, molto diffusa ma errata, che un grave declino mentale possa essere ritenuto un aspetto normale dell’invecchiamento: non è così. È vero che la demenza è una condizione clinica comune tra gli anziani, ma questo non significa che sia fisiologica, cioè normale. La demenza è una malattia del cervello (o meglio una sindrome, cioè un insieme di sintomi) caratterizzata da un decadimento della memoria e delle altre capacità del pensare, tale da interferire significativamente con la vita quotidiana, di relazione e professionale. Secondo i dati disponibili attualmente, in Italia circa un milione di persone è affetto da demenza, in particolare 1-5% dei soggetti oltre i 65 anni d’età, con una prevalenza che raddoppia ogni 5 anni, giungendo quindi a una percentuale del 30% circa negli ultraottantenni. l principale fattore di rischio per lo sviluppo di demenza sembra dunque proprio l’età avanzata, ma la ricerca ha evidenziato che può essere favorita anche da: genetica e familiarità, malattia aterosclerotica, elevati livelli di colesterolo nel sangue, ipertensione arteriosa, fumo, eccessivo consumo di alcool, diabete mellito, fattori psicologici, quali depressione o condizioni di isolamento sociale, disturbi della vista o dell’udito, sesso femminile. «Riguardo al sesso femminile, in realtà, gli studi sono controversi; d’altra parte, se è vero che la demenza si riscontra con maggior frequenza nelle donne, è altrettanto vero che le donne vivono mediamente più a lungo degli uomini» (healthy.thewom.it). In questa ottica molto importante è la visione che la nostra Rsa ha avuto con l’introduzione della possibilità della Rsa aperta che si sta per concretizzare. Significa la possibilità di offrire al territorio gli stessi servizi di alta qualità proprio mirati alla cura delle demenze e decadimenti cognitivi, con altre patologie croniche di base dovute alla senilità a domicilio. L’Rsa di Ferrera quindi fa da apripista per una tipologia di intervento assistenziale che rappresenta il futuro della Lombardia e della intera nazione.

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