
Invecchiare bene è possibile, se si affronta l’invecchiamento fisiologico come un processo inevitabile e come un’importante fase della vita. La psicoterapia può essere un utile e fruttuoso percorso di accompagnamento della persona adulta alla vecchiaia. Supporto psicologico che è molto importante anche per caregiver e Oss. Il supporto sociale può aiutare l’individuo a considerare gli aspetti di sé tralasciati nel corso della maturità, diventando una riscoperta di senso, nonché una riflessione sulle caratteristiche della personalità che eventualmente assumono aspetti di rischio. Eventi della vita quali lutti e problemi di salute ma anche i fattori legati alla sfera sociale ed economica. Il tutto può addirittura preparare il terreno all’insorgenza di disturbi quali ansia e depressione. Come abbiamo già avuto modo di sottolineare Il disturbo d’ansia nell’anziano presenta alcune specifiche caratteristiche legate a fobie nelle quali l’oggetto fobico è associato alla preoccupazione della sicurezza personale (l’essere derubati, l’essere aggrediti). L’intervento farmacologico nell’anziano non è sempre consigliabile; un supporto psicoterapeutico è indubbiamente una risorsa. La depressione nell’anziano invece è spesso una patologia reversibile, se l’intervento terapeutico è precoce, e «in questo caso una diagnosi differenziale diventa molto importante, per distinguere i sintomi legati alla depressione stessa dalle malattie neurologiche specifiche quali il morbo di Parkinson, malattie cardiache, vascolari, cerebrali che possono dare avvio a disturbi cognitivi simili a quelli insorti con la depressione» (Fonte Psicologiatorino.it). Ci sono poi le demenze. Sotto il nome di demenze vanno a raccogliersi numerosi sintomi specifici di un gruppo di malattie caratterizzate dal deterioramento progressivo delle funzioni cognitive della persona: perdita della memoria, disorientamento, perdita delle capacità di interazione sociale e delle normali reazioni emotive nella relazione con altri individui. La psicoterapia può accompagnare sia la persona che soffre di iniziale compromissione delle funzioni cognitive, sia i familiari o gli operatori socio sanitari che assistono (caregiver) il malato nelle fasi più avanzate. Proprio su questo punto è molto importante la formazione continua sul campo con indicazioni da parte dei professionisti del settore: psicologi, psicoterapeuti, educatori, affinché, specie nel caso di depressioni senili e demenze in fase iniziale e/o conclamate si possa avere un approccio omogeneo da parte di tutto il team.