L’ansia negli anziani, esperienza emotiva comune e diffusa

L’ansia, esperienza emotiva comune e diffusa, può rappresentare semplicemente una risposta fisiologica temporanea dell’individuo a specifiche situazioni stimolo, funzionale alla mobilizzazione di risorse sul piano cognitivo, comportamentale e fisiologico; in tali casi un trattamento farmacologico risulta controindicato. In molti casi, tuttavia, l’ansia assume le caratteristiche di una condizione psicopatologica, perché appare sproporzionata rispetto alla situazione stimolo, fonte di notevole sofferenza soggettiva, persistente nel tempo e di gravità sintomatologica tale da compromettere in misura rilevante le prestazioni funzionali di chi ne è affetto. I sintomi d’ansia insorti per la prima volta in età avanzata possono a volte configurarsi in modo tale da soddisfare i criteri diagnostici per i disturbi d’ansia. In molti casi, peraltro, la sintomatologia ansiosa non raggiunge negli anziani la gravità e la durata tale da includerla in sindromi cliniche definite, rimanendo invece “sottosoglia”; anche in questi casi tuttavia i sintomi possono costituire una significativa fonte di disagio e di disabilità. Negli anziani, l’ansia si può manifestare in modo atipico rispetto ai soggetti in età adulta-giovanile, con una peculiare commistione di sintomi cognitivi, emotivi e somatici. Comune è la riduzione di concentrazione, attenzione e memoria, non infrequenti le sensazioni di mancamento e le vertigini. L’insonnia è quasi sempre presente, così come alterazioni dell’appetito, sia nel senso di una riduzione che di un aumento. Se questi ultimi sintomi sono già presenti, l’ansia li può acutizzare. Livelli elevati d’ansia possono mimare i sintomi di malattie cardiovascolari, endocrine e neurologiche, che insorgono comunemente nelle persone anziane e possono indurre queste ultime a credere di esserne affette. L’eccessiva preoccupazione circa la propria salute fisica suscitata da questi sintomi può condurre all’ipocondria, cioè alla convinzione erronea di soffrire di una malattia non diagnosticata; gli anziani ipocondriaci sono spesso agitati, intrusivi e refrattari alle rassicurazioni da parte del medico. In una Residenza sanitaria per anziani le rassicurazioni non devono arrivare solo dal medico ma anche da personale educativo e di assistenza presente all’interno della struttura. Con tono di voce basso, entrando in empatia con il paziente, gli si fa comprendere che con gli adeguati ausili e, spesso anche solo sviluppando pensieri positivi, si elimina o si attenua lo stato ansioso dando risposte importanti e creando opportunità nuove a chi troppe volte si ripiega su sé stesso.

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