Al nuovo ingresso in Rsa un paziente va seguito con grande attenzione

Per gli anziani l’ingresso in una struttura, come in una casa di riposo, è uno degli eventi più delicati e difficili dell’intera vita, sia per le ripercussioni sull’equilibrio della persona, che ricorre a questa soluzione per fronteggiare una situazione di bisogno, spesso non per una scelta personale, sia perché rappresenta un cambiamento radicale di vita sia per l’anziano che per la famiglia. Il progressivo invecchiamento della popolazione ha inevitabilmente portato la ricerca scientifica e quindi anche quella psicologica, a concentrarsi su questa fase della vita, con l’obiettivo di contrastare l’eccessiva medicalizzazione dell’invecchiamento. Quando si parla di istituzionalizzazione si intende la necessità di ricoverare l’anziano in strutture residenziali assistenziali e/o di cura a lungo termine. L’ingresso di un anziano in una struttura, come in una casa di riposo, è uno degli eventi più delicati e difficili dell’intera vita, sia per le ripercussioni sull’equilibrio della persona, che ricorre a questa soluzione per fronteggiare una situazione di bisogno, spesso non per una scelta personale, sia perché rappresenta un cambiamento radicale di vita sia per l’anziano che per la famiglia.  Noi dobbiamo mai dimenticare che il trasferimento in una collettività risulta stressante anche laddove ci sia una diretta scelta della persona e anche quando le nuove condizioni di vita siano migliori di quelle che vengono lasciate dietro alle spalle. Un cambiamento di vita, piccolo o grande che sia, è sempre motivo di ansia e di stress a qualsiasi età, figuriamoci per una persona anziana, fortemente radicata ai suoi spazi, alle sue abitudini, ai suoi tempi. Per tutta questa serie di motivi i nuovi ingressi in Rsa vanno seguiti con grande cura. Il primo mese, che solitamente caratterizza il periodo di inserimento, è anche il più delicato. Il tono dell’umore è molto labile e perciò gli operatori socio sanitari e il personale tutto devono armarsi di molta pazienza e soprattutto di calma. Il paziente percepisce tensione e impazienza, acutizzando chiusura e creando un muro al dialogo ed al tentativo di inserimento nella comunità della Rsa. Gli operatori socio sanitari insieme all’educatore ed al personale infermieristico devono creare anche le condizioni ottimali affinché anche gli altri pazienti vivano l’arrivo di un nuovo ospite non come qualcosa che destabilizzi la loro routine, bensì come un’amica o un amico in più che arricchisce il bello di stare insieme. Ovviamente non sono processi semplici da attuare: ci vuole tempo e spirito di accoglienza da parte di tutti. Ma mettendo al primo posto il rispetto e lo spirito di accudimento che animano il nostro mestiere si può quasi sempre (tranne poche situazioni particolarmente difficili) centrare l’obiettivo

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